Nell'invisibile
Paranormal Romance di Siliana Cheryl e Marianne Vergy
venerdì 25 maggio 2012
giovedì 3 maggio 2012
Tutti i libri di Autori Uniti
NELL'INVISIBILE di CHERYL VERGY AUTORI
http://www.facebook.com/pages/Nellinvisibile/218636581509505
Sinossi "Cosa fare se il filo sottile che ti lega alla vita si allunga e supera il confine che separa la realtà dalle dimensioni invisibili? Gioele e Miley,i protagonisti, vivranno un'esperienza misteriosa ed esaltante, proiettati come ombre in una dimensione straordinaria quanto insidiosa, che scorre parallela alla loro realtà di normali adolescenti.
Un'avventura ai confini di dimensioni popolate da esseri extracorporei e dove solo la forza della vita può illuminare il percorso verso un nuovo inizio.
"LA MASCHERA BLU di CONCETTA SPADARO
Lara è una ragazza un po' insicura, anche se le brutte esperienze la trasformeranno in una donna apparentemente più forte. Ma alcuni avvenimenti, se non vengono affrontati nella maniera giusta, creano dentro di noi delle paure che influenzeranno il nostro modo di essere. È quello che accade a Lara per una delusione d'amore e per un lutto che non è stato sufficientemente elaborato. La ragazza è dilaniata dalla grandissima voglia di amare e dalla altrettanto grande paura di fidarsi nuovamente di un uomo. Il protagonista maschile della storia è l'incarnazione perfetta di tutto quello che una donna desidera in un uomo: sicurezza, forza, personalità, bellezza e senso dell'umorismo. Il corteggiamento paziente di lui sgretolerà a poco a poco le barriere costruite da Lara e alla fine, dopo un'incomprensione che rischia di rovinare tutto, l'amore dei due trionferà in un finale romantico.

IL GABBIANO DI TORREFIAMMA di SILVIA BELLIA
"VAGANDO NELLA MENTE" Raccolta di racconti brevi" di Anna Fabrello
STUPIDA TEMPESTA DI PROVINCIA di COSIMO MONARI
AL DI LA' DEL CUORE di Rocco Fodale
NON DIMENTICARE DI ESSERE FELICE di MUSELLA MARGHERITA
GENERE: NARRATIVA AL FEMMINILE
http://www.ibs.it/code/9788860964274/musella-margherita/non-dimenticare-essere.html
Descrizione:/In questo romanzo le protagoniste sono tutte donne e ognuna si ritrova ad affrontare un dramma, più o meno grande, che segna irrimediabilmente la sua esistenza e ognuna di queste irriducibili amiche trova in sé la forza di non lasciarsi andare e di combattere le avversità. Una storia di amicizia e di solidarietà, ma soprattutto di grande coraggio, quello che ci vuole per non dimenticarsi mai di essere felici.E' un libro di donne che parla di donne, una sorta di galleria di personaggi femminili le cui storie si intrecciano le une alle altre sino a formare una sorta di coro, un’alternanza di voci ognuna delle quali ha una storia più o meno dolorosa da raccontare, tragedie, sogni mai realizzati o che non si sia mai osato cercare di realizzare, e questo dal personaggio femminile principale a tutte le altre, anche se non si può dire che esista un personaggio principale, perché ognuna delle donne qui dipinte dà un proprio contributo allo svolgersi delle vicende di tutte le altre. Molto bello è il senso di unione, di solidarietà in cui l’autrice crede proprio come modalità di vivere, di supportarsi, una sorta di uno per tutti e tutti per uno che aiuterà ognuna delle protagoniste a trovare il coraggio di iniziare la propria rivoluzione interiore e, di conseguenza, il cambiamento.Ricordati di essere felice è un libro di speranze, della ricerca di se stessi e della propria libertà; non è un libro in cui tutto questo venga cercato fuori dalle convenzioni, non è un libro di rottura, bensì la ricerca di un equilibrio con quel che già esiste.Gli uomini in questo romanzo fanno da contorno, tutti tranne uno, un adolescente che fa da sottofondo al romanzo, da collante tra le varie parti ed è il vero protagonista del romanzo. Sono storie complicate e difficili,storie di donne che soffrono,ma che non dimenticano che essere felici e' anche un dovere verso loro stesse e i loro cari.
Ci vuole poco... anzi niente! Di Margherita Musella
Genere: Narrativa ItalianaAutore: Musella MargheritaEditore: Kimerik
http://www.libreriauniversitaria.it/ci-vuole-poco-anzi-niente/libro/9788860962690
È una storia di sentimenti teneri e tenaci, romantica e avvincente, di amicizia fra tre donne: Marta, Caterina e Stella. Tre amiche immerse nell'avventura della vita. Marta, insegnante precaria e sposa di un marito in attesa di giudizio, Caterina, avvolta nella spirale del gioco d'azzardo e Stella che non riesce a ritrovare la propria fantasia letteraria e dare sfogo alla passione creativa per le parole, a causa di una recensione negativa che ha segnato la sua opera prima. Lucide e spiritose, complici e acute, queste eroine esprimono 'l'intelligenza dell'amore' delle donne; un sapere, una competenza, un pensiero e un impegno dei e sui sentimenti.
Informazioni: pg. 208 Codice EAN: 9788860962690
PAROLE LIBERE-CRONACHE DALLA GABBIA DORATA di L'Ale Sender
http://www.blogger.com/%20%20http://books.google.it/books/about
Trenta liriche che fanno esplodere sentimenti e stati d’animo palpitanti in un cuore deluso e illuso, che non conosce arresto nella continua e spasmodica ricerca di quell’Amore che si rivela solo come “assenza”.
Non si può parlare di puro esercizio letterario all’interno di un genere predefinito, ma di una comunicazione ad personam, il risultato di un’esperienza individuale che diviene parte di un rapporto sociale anche privato di cui solo la scrittura riesce ad essere tramite.
Alessandra Botta interroga se stessa, o meglio cerca in se stessa la compagna della propria consapevole, eretica, angosciosa”solitudine”, quasi che la ricerca di qualcuno più solo di lei non potesse avvenire che “dentro “ di lei. Il “silenzio” che circonda la sua poesia sembra essere”incolmabile” e assentire, dirsi quasi d’accordo, con la sua adorazione. E’ la sola risposta al mistero, il mistero della morte e della vita.
«Ma noi chi siamo e cosa possiamo? E noi vaghiamo davvero o per sogno?»
Dalla prefazione di Giovanna Patrizia Cammisuli
Alessandra Botta è nata a Gattinara il 30 aprile del 1988. Diplomata al Liceo Artistico “G. e Q. Sella di Biella, attualmente è studentessa del corso di laurea in Comunicazione Interculturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Parole Libere è la sua prima raccolta di poesie.
Sinossi "Cosa fare se il filo sottile che ti lega alla vita si allunga e supera il confine che separa la realtà dalle dimensioni invisibili? Gioele e Miley,i protagonisti, vivranno un'esperienza misteriosa ed esaltante, proiettati come ombre in una dimensione straordinaria quanto insidiosa, che scorre parallela alla loro realtà di normali adolescenti.
Un'avventura ai confini di dimensioni popolate da esseri extracorporei e dove solo la forza della vita può illuminare il percorso verso un nuovo inizio.
"LA MASCHERA BLU di CONCETTA SPADARO
Prezzo € 12,00 Pagine 134
Cinzia è una sensibile e giovane donna dei giorni d’oggi che vive a Torino insieme alla sua inseparabile gatta. Reduce da una cocente delusione d’amore in cui aveva investito sogni e sentimenti trascorre un periodo di indolenza che le impedisce di instaurare nuovi legami sentimentali.
La routine è interrotta da un’inaspettata offerta di lavoro: la donna inizia ad esibirsi quasi per gioco come cantante in un locale, celando il proprio volto con una maschera blu grazie alla quale riesce a nascondere la sua timidezza ed a esprimersi con intensità.
Quando credeva di aver chiuso con l’universo maschile sulla sua strada appaiono non uno, ma ben due uomini diversissimi fra di loro: Alberto la sua prima cotta, il principe azzurro conosciuto da bambina e mai dimenticato e Bruno, riservato e misterioso.
Chi sarà il vero amore?
PAURA D'AMARE di CONCETTA SPADARO
BIANCO NOTTE di MARTA PANUNZIO

Raccolta di racconti Gruppo Albatros Il Filo S.r.l. I edizione ottobre 2011 ISBN 978-88-567-5149-9 Euro 12,90
“La sabbia tiepida si raffreddava alla stessa velocità con cui vedevo l’arancio infuocato del sole abbandonarsi alle sicure braccia della brezza primaverile. Le sette di un pomeriggio di marzo: la luna pallida assiste con la consueta discrezione al cambio della guardia che una timida stella solitaria a capo del suo luminoso esercito si affretta ad annunziare al sole, tentando vanamente di raggiungerlo attraverso una sconfinata distesa di indaco”.
Cinque racconti tessuti con tatto e abilità descrittiva, uniti all'incanto di un lessico raffinato e fortemente comunicativo.Panunzio Marta ci accompagna fra le trame dell'esistenza, raccontata con una sensibilità capace di cogliere l'anelito di ogni forma di vita: della piccola Serena, come del fiume, della primavera come, per ossimoro, della morte.
Cinque racconti brevi ma in grado di coinvolgere il lettore, spingendolo ad una costruttiva riflessione interiore.
Marta Panunzio è nata a Gioia Tauro (RC) il 30 marzo 1977. Dopo la maturità classica si iscrive all’Istituto Orientale di Napoli, dove studia lingua e letteratura giapponese per un anno, al termine del quale supera i test d’ammissione alla facoltà di medicina, ma dopo qualche mese cambia ancora indirizzo per dedicarsi finalmente agli studi giuridici. Nel contempo è un’attivista di Amnesty International presso il gruppo di Palmi (RC). Fin da piccola pratica sport agonistico: atletica e poi pallavolo, che tuttora la impegna come allenatrice. Si interessa di beni culturali frequentando diversi corsi e poi un master in allestimento ed esposizione museale a Firenze. Insieme ad alcuni altri appassionati si butta in un’avventura che si concluderà in pochi anni con il recupero di un’area archeologica di notevolissimo valore anche religioso, sommersa letteralmente da una discarica: la basilica paleocristiana e la cripta di San Fantino il Cavallaro, il più antico santo calabrese. Con la medesima associazione si occupa di turismo culturale, ricerca e valorizzazione del territorio, ed infine dell’apertura e gestione del Parco Archeologico dei Tauriani.
IL GABBIANO DI TORREFIAMMA di SILVIA BELLIA
Genere: Romanzo surreale e simbolico
Clarminia ha sempre vissuto chiusa con il padre in una inviolabile torre, a Torrefiamma. Fino a quando un giorno, mentre da sola guarda fuori dalla finestra, non trova il coraggio di tentare la fuga che sogna da tanto. È l'inizio di un viaggio incredibile, di una nuova vita, attraverso luoghi meravigliosi. Dapprima al faro di Biblicanto, completamente circondato dal mare, poi tra i funamboli delle Cinque Zattere, e infine di nuovo sulla via impervia che conduce a Torrefiamma. Una strada che stavolta Clarminia, signora di Biblicanto, percorre all'inverso, sostenuta da Albatros Krésoba Occhi di Vento, re dei funamboli del mare. Racconto fantastico e ricco di visioni surreali, "Il gabbiano di Torrefiamma" è soprattutto una storia fatta di simboli. Il magico mondo in cui si svolge questo viaggio diventa il ritratto di un universo interiore nel quale ogni lettore può rivedersi. Ognuno ha un percorso da compiere, una solitudine da superare, per riappacificarsi con il passato, alla ricerca del proprio equilibrio.
"VAGANDO NELLA MENTE" Raccolta di racconti brevi" di Anna Fabrello
Genere: Narrativa Gruppo Albatros Editore Uscito: Aprile 2011 Prezzo: 12,90 euro
Una suggestiva raccolta di brevi racconti, tutti dal gusto dolce amaro. Storie raccontate in modo poetico, con uno stile morbido, carezzevole e un linguaggio ricco di metafore.
Fiabe magiche, che narrano soprattutto di Amore, in tutte le sue forme: corrisposto e non, passionale o struggente. Favole che recitano di leggende arcane e incantesimi dimenticati, ma anche di imprese piacevoli e coraggiose. Novelle che restituiscono alla quotidianità e alle piccole cose la gioia di semplici, genuini gesti o azioni.
Un profondo rispetto per la vita, in un mondo dove tutto ha un' anima, anche una bambola di pezza
UNO SGUARDO PERSO NEL VUOTO di Nadia Boccacci
UNO SGUARDO PERSO NEL VUOTO di Nadia Boccacci
Nora e Luca sono sposati da vent'anni e hanno tre figli. Tutto sembra andare nel migliore dei modi, quando, improvvisamente il marito espone i suoi dubbi e la crisi interiore che sta vivendo, in una notte terribile. Nora reagisce male alla notizia che le cade addosso come un fulmine a ciel sereno e rischia che la somatizzazione dell'evento doloroso sfoci in un attacco di panico. Il romanzo, narrato inizialmente in terza persona, mostra uno slittamento del punto di vista : prendono la parola Nora, Luca e anche i tre figli, mostrando come, sia gli adolescenti che i bambini, percepiscano le problematiche familiari.
Nel romanzo si assiste al delinearsi di un quadro della società moderna. Alla storia portante se ne intreccia una seconda, sullo sfondo, che avrà risvolti diversi. Nora è una donna del nostro tempo, dove è facile perdersi e difficile incontrarsi, dove il "noi" spesso soccombe, in preda ai capricci di un "ego" invadente. Dove però, ogni tanto può tornare l'armonia...
IN VIAGGIO CON TE di NADIA BOCCACCI
IN VIAGGIO CON TE di NADIA BOCCACCI
ed. BUTTERFLY
Vale e Linda si conoscono sui banchi di scuola e condividono tutto. La loro amicizia cresce con loro, meravigliosa e straordinaria, finché un giorno terribile Linda si ammala di un male incurabile ed abbandona la vita prima ancora di averla vissuta veramente. Il dolore della perdita, devastante e fortissimo,sconvolgerà la vita dell'amica sopravvissuta, spingendola verso un mondo parallelo Il romanzo si configura come il racconto di una donna matura, che intrecciando buio e luce, disperazione e speranza, riannoda il filo della memoria e ripercorre i punti salienti della sua vita.
STUPIDA TEMPESTA DI PROVINCIA di COSIMO MONARI
In un rifugio al confine tra ciò che c’è e ciò che non c’è, cinque bambini si ritrovano per sfuggire alla furia di una tempesta. Imparando che non esistono due sguardi che vedono la Tempesta nello stesso modo, i bambini cominciano a raccontare storie.
Il raccontarsi la propria Storia di Tempesta diventa il mezzo per entrare nell’altro, per accettare e accettarsi, per oltrepassare quel confine tra ciò che c’è e ciò che non c’è e rendere possibile ogni cosa.
Sipari, onde, lettere fuggiasche, isole mai raggiunte,guerre silenziose, tutto si mischia, si apre e si chiude per riuscire ad afferrare anche solo una parte del significato di questa enorme parola: Tempesta.
AL DI LA' DEL CUORE di Rocco Fodale
Casa Editrice Il Convivio ISBN 978-8895503-01-9 pagine 96 Copertina di Rocco Fodale
Prefazione di Giovanna Mulas
Prefazione di Giovanna Mulas
"In Fodale si apprezza l’impegno vivido di remare contro la retorica, la banalità del ritmo, i luoghi comuni dell’invenzione; un atteggiamento spirituale che ricerca un’arte libera e sincera vicina alle proprie radici. La poesia dell’autore ha culla nella sua Sicilia; è stile che si nutre di colori, odori, sapori, passioni" (dalla NOTA CRITICA ALLA LETTURA di Giovanna Mulas).
"Rocco Fodale consegna, a pagine bianche, il suo spirito interiore che fa capolino fra le lame della memoria e diviene effluvio di parole e sensazioni" (dal PRELUDIO di Fortunata Cafiero Doddis).
DORMI DORMI di ROCCO FODALE
"Le intense poesie di Rocco Fodale nelle sue variegate sfaccettature linguistico-letterarie e dialettali mostrano l’animo umano e sensibile dell’autore, ormai già riconosciuto dai lettori e dalle premiazioni conseguite meritamente.
E’ una nota unica nel mondo d’oggi, che spesso trova spazio solo per il materialsmo e nella concezione di una donna priva d’ideali e di profondi valori.
Le descrizioni, fin dai primi paragoni giocati con la fresca natura, insieme alle bellezze fisiche s’intrecciano con una sensibilità piena di sogni e di desideri, non volgare ma fine, sottile, quasi rarefatto” (dalla prefazione di Giuseppina Paratore).
puoi riceverlo direttamente a casa richiedendolo alla mia e-mail rocco.fodale@hotmail.it
oppure è richiedibile in tutte le librerie ISBN 88-7442-451-5 e su"www.ibs.it" e "www.unilibro.it"
STRINGIAMOCI A COORTE di ROCCO FODALE
STRINGIAMOCI A COORTE di ROCCO FODALE
«I 150 anni dell’Unità d’Italia costituiscono un traguardo significativo che la nostra penisola è riuscita a raggiungere sia pure tra alti e bassi, pregiudizi, rivendicazioni separatiste ecc. ... Ci si sta riappropriando, in ogni regione d’Italia, delle proprie radici, delle tradizioni, delle pillole di saggezza trasmesse dagli avi e stanno ritornando in auge anche le antiche ricette regionali e l’uso del linguaggio vernacolare ... In tale contesto si incastona egregiamente la silloge Stringiamoci a coorte di Rocco Fodale ... L’intuizione di Fodale di mettere insieme “gli echi poetici” di vari vernacoli italiani nel nome di un condiviso amor patrio è straordinaria. Egli via Internet mi scrisse: «Se i poeti si stringono a coorte, certamente non può che avvenire un qualcosa di meraviglioso: una sorta di insurrezione pacifica contro ogni tentativo di sfaldare i Valori che costituiscono l’asse portante della nazione e che sono legati alla famiglia, all’istruzione “pubblica”, al rispetto del patrimonio storico e naturale, alla fede tramandata dagli avi ecc.» (dalla Prefazione di Teresa Gentile).
UNA POESIA PER L'ABRUZZO di Rocco Fodale, Veronica Giuseppina Billone e AA.VV.
Il 6 Aprile 2009 alle 3:40 del mattino si sono fermate le lancette della serenità, della certezza, della speranza. Per tanti è stato precipitare nell’oblio del nulla, ad altri è stata richiesta anche la vita.
I 66 poeti che hanno partecipato alla stesura dell’antologia “Una poesia per l’Abruzzo, hanno voluto contribuire da tutto il mondo con parole di speranza, di rinascita e di solidarietà per i fratelli Abruzzesi, con quest’opera, il cui ricavo delle vendite è stato devoluto all’Orfanotrofio di San Gregorio all’Aquila .
L'Autore, Rocco Fodale
Le poesie di Rocco Fodale sono state tradotte in vari dialetti e vernacoli da: Rosanna Affronte, Carmen Auletta, Sabrina Balbinetti, Nino Barone, Pier Paolo Casadio Tozzi, Pamela Fantinato, Edoardo Farlocco, Massimo Imperato, Maria Letizia, GiovanniNardelli, Maria Pia Paganelli, Tommaso Prigese, Santina Russo e FabrizioSpedale.
http://roccofodale.blogspot.it/
SOFFIO DI VENTO di Salvatrice Giugno
http://www.facebook.com/pages/Soffio-di-Vento-di-Salvatrice-Giugno/104629102956572
http://leavventuredihayry.blogspot.it/
Avventura western
Soffio di Vento è la storia di Hyry, una ragazza che vive fra gli Apaches dell'Arizona nella seconda metà dell'800. Hyry vive in un periodo segnato da continue guerre e guerriglie fra i soldati statunitensi e gli Indiani.
Sin da bambina deve affrontare avvenimenti drammatici, si dimostra forte e decisa , intollerante a qualsiasi restrizione, ma le vicissitudini della vita la porteranno a fare delle scelte che dapprima aveva fortemente rifiutato.
La recensione di “Soffio di Vento” sul quotidiano “LA SICILIA” del 7 luglio 2011
Le imprese di una indomita eroina.
“Soffio di vento„ , romanzo edito da Albatros, è il significato del nome Hayry, quello dell’ indomita eroina, per metà indiana e per metà bianca, protagonista di ardue imprese contro le ingiustizie perpetrate dall' uomo bianco nei confronti delle tribù native americane, ma anche contro i pregiudizi che condannano queste popolazioni e, in entrambe le culture, relegano la donna ad un ruolo di secondo piano. Hayry è un'eroina romantica e allo stesso tempo antesignana delle rivendicazioni femministe. Vive il suo amore per Mescal e si aggira instancabilmente tra canyon, deserti selvaggi, montagne scoscese e fiumi rapinosi, pronta a ingaggiare dure battaglie per i suoi ideali e a soddisfare la sua sconfinata sete di conoscenza attingendo al sapere del mondo 'civilizzato' e alle antiche tradizioni tribali. Inserita nel contesto della conquista del lontano ovest, la narrazione si popola di figure mitiche come quelle dei capi indiani Kocis e Geronimo e si dipana tra feroci attacchi sferrati da drappelli dell' esercito americano in nome di un’ ingiustificato odio razziale ed efferate violenze commesse da bande di predoni messicani. Sorprendentemente, è una scrittrice esordiente italiana, Salvatrice Giugno, ad ispirarsi all'epopea del Far West per dare vita a vivide pagine d'avventura in cui rivela una tale conoscenza di luoghi e usi indiani da fare invidia ad un autore autoctono.
ANNA MARIA LOGLISCI
RACCONTI DIETRO L'ANGOLO di LORELLA FANOTTI
Raccolta di racconti Don Chidsiotte Editore
http://raccontidietrolangolo.blogspot.com/
Una raccolta di racconti brevi ricca di spunti in grado di interessare un vasto pubblico. Si va infatti da racconti piacevolmente salaci /piccanti, alla rievocazione del nostro passato, al racconto giallo.I personaggi dei racconti spesso si dibattono in conflitti e paure che faticano ad affrontare, talvolta si combatte con la malattia e l’incomprensione. Tutto scritto con la capacità di cogliere nei piccoli gesti e nelle piccole cose il valore celato e i significati profondi, di sottolineare l’importanza dell’ambiente nel vissuto. Ogni storia è raccontata con la voglia di andare a vedere cosa c’è dietro l’angolo, senza fermarsi alla prima apparenza. Determinante l’ironia che pervade leggera e accattivante nella maggior parte delle storie raccontate, ironia legata all’anima toscana con le sue terminologie, le sue cadenze e le sue arguzie.
Recensione a cura di Marzia Carocci L’autrice ha la particolarità di sapersi esprimere attraverso una semantica ricca di elementi “visivi” che rendono la lettura scorrevole e fluida fino a riconoscere i personaggi ,gli ambienti e i movimenti dei protagonisti, una comunicazione diretta e immediata con il lettore.Un volume di racconti che sanno di vita e di rimembranza, quasi un diario del ricordo dove a qualsiasi uomo o donna può capitare di “rivivere” e ritrovarsi fra le righe che la scrittrice ci propone.Indubbiamente Laura Fanotti ha la sensibilità di chi attraverso la parola sa far sentire partecipe chi legge consegnandolo in quel mondo fatto di ricordi, nostalgie, di sogno e di vissuto.Racconti che sanno di profondità e di realtà, in una costruzione letteraria che non lascia niente al caso, dove tutto ha un senso e una morale, dove la riflessione diventa obbligatoria perché vi sono storie che parlano di uomini e donne, di nonni e nipoti, di accettazione e rassegnazione ma anche di personaggi simpatici e caratteristici che spesso ognuno di noi incontra o ha incontrato nella propria vita.Un itinerario di tappe e percorsi, dove il carattere, l’esuberanza, la sensibilità e l’ironia dell’autrice prendono forma attraverso l’essenza stessa dei suoi racconti; spesso chi “si apre” alla scrittura ha il desiderio di comunicare quel mondo che è chiuso dentro, quella volontà di condividere l’emozionalità e la fragilità, la forza e la debolezza che è intrinseca in ogni essere umano.Incontreremo così, Tommaso, un bambino che scoprirà l’amore per una tromba appartenuta al nonno e ritrovata in cantina, la maestra Clelia indubbiamente una donna con problemi depressivi , la storia di Jane, e la sua difficoltà a portare la luce la propria omosessualità in un mondo che spesso non accetta chi è “diverso” dalla massa.Ci saranno poi professori, nonni che raccontano, amiche ritrovate e magari cambiate, storie di scaricatori, ma anche vicende dove la riflessione ci obbliga al pensiero. Sarà un viaggio nella vita stessa quella stessa esistenza che è transito di tutti, fra il bello e il brutto, l’allegria e la tristezza, il ricordo e la speranza.Leggere il libro di Lorella Fanotti, sarà un sentiero a ritroso delle nostre memorie vogliose di ricordi, di un tempo passato, magari migliore, in certi casi più povero ma indubbiamente genuino e semplice. Un tuffo nei racconti dietro l’angolo dei nostri ricordi dove ritroveremo certamente qualcosa di noi che avevamo perduto ,qualcosa che fa parte delle nostre radici: l’essenza della vita .
A cura di Marzia Carocci
“CRISTALLI di PAROLE” di Grazia FINOCCHIARO
Raccolta poetica Carta e Penna Editore – Collana Lo Scrigno dei versi – Gennaio 2011
http://graziafinocchiaro.blogspot.com/
In copertina: Gouache dell’artista Giuseppe Ciccia.
Seguono all’interno della Raccolta altre due grafiche a corredo delle liriche raggruppate in due sottounità semantiche nella quinta scenica ad ampio respiro, dal titolo “Da ogni sorgere del sole”, nell’avvicendarsi simbolico delle frasi in cui nasce il giorno: l’Aurora e l’Alba.
Una vibrante tensione etica e relazionale percorre la Raccolta lirica di Grazia Finocchiaro in equilibrio tra reale ed ideale, tra prassi e desiderio di cambiamento, anelito ed auspicio.
Le emozioni sono delicatamente espresse per diventare occasione di uno scandaglio interiore che ricerca la relazione interpersonale per distillare attimi di saggezza nella dimensione del quotidiano, in forza di un’ordinarietà intensamente assunta e vivificata attraverso l’azione trasfigurante e rigenerante del ricordo.
Nel verseggiare libero si avverte la necessità di autocomprendersi per sanare e far trasparire le contrarietà dei vissuti, dimostrando empatia realistica e spirituale nel ritrarre condizioni di precarietà umana nelle liriche “L’Alcolista” ed “Anorresia” o nell’affrontare questioni di bioetica dal toccante lirismo in “Intreccio delle ciglia”.
E’ invocata la presenza calda e vivida del sole che, nelle atmosfere rifrangenti dell’aurora e nell’azione diafana dell’alba, rischiari e sciolga i nodi dell’esistenza per vincere le nebbie dell’incomunicabilità e dell’ipocrisia, fughi le tenebre della divisione per rischiarare nuovi orizzonti a restituire speranza alla fragilità peregrina dell’esistere:
per quell’erta ogni giorno m’incammino
a tirare il passo fatico
Per te/ diverrò ladra di raggi di sole/per annientare le tenebre
…sorgerà luminosa l’alba, diverrai
giardino di sole
L’esperienza gratificante dell’eros sponsale e materno si dispiega incontrastato a misurare le ragioni del vivere nella sublimazione dell’unione tra personalità a confronto, nell’irriducibile tenerezza degli affetti da alimentare nelle incessanti trasformazioni del rapportarsi di coppia, nel forte legame tra madre e figli, nella tenerezza vicendevole tra nonna e nipote.
Adesso qualcosa fugge
ma non l’amore che mi distrugge
palpita e mi consola
mai mi lascia sola
Processo di autocoscienza che non può esimersi dall’innalzare il canto per le proprie origini: la Terra di Sicilia evocata attraverso scenari che profumano di Zagara, si intridono di salsedine, si dilatano nell’azione persistente del vento, rumoreggiano al rinfrangersi dei flutti.
La soavità lessicale si dilata in particolar modo nel cercare analogie e suscitare multisensorialità con il mondo biologico e floreale per catturare assonanze profonde.
La costruzione sintattica e lessicale diviene più sofisticata nella seconda sequenza di liriche in cui la disamina si fa articolata nella pluralità delle circostanze introspettive che affiorano, bloccate dalla moviola poetica, nel crogiolo dei pensieri.
E la carezza si perde / la parola non va più a segno / memoria il tenero gesto /
Le incomprensioni si ricompongono nella simbiosi tra natura e benessere:
bell’estate contornata / da infinite efflorescenze / di splendore traboccante / indori l’aria cristallina / la terra riporti opulenta /
Per alternarsi a squarci riflessivi su drammi umanitari, facendo ricalibrare la coscienza poetica sulla bilancia dei valori sociali da soppesare, abbracciando le cause della solidarietà, nella consapevolezza di quanto ci sia ancora da testimoniare nell’operare:
disseminerò con grosse torce / luce d’amicizia / dove ammutolita l’umanità /
dentro proprie ossa resta /
La ricerca di purezza, nel detergere lo sguardo sul reale, alla ricerca di un candore originario trapela dalla felice sintesi del titolo “Cristalli di parole” che la poetessa ha scelto con originalità, affermando piena consonanza con le testuali parole del poeta francese Pierre Reverdy: “Le poesie sono cristalli che sedimentano dopo l’effervescentecontatto dello spirito con la realtà”, a voler sottolineare il solidificarsi di folgorazioni vissute nella trasparenza prismatica di un cristallo, evocando la poliedricità di brandelli di verità acquisite.
Silvia Ranzi Firenze, febbraio 2012
La Raccolta Poetica è stata l’assegnazione del 1° Premio – sezione Poesia – della VII^ Edizione “Premio letterario internazionale Prader-Willi” del 2010 - Torino, con l’intento di sensibilizzare, per una diagnosi precoce, sui sintomi-guida di tale sindrome, malattia genetica rara.
GRAFFIO D’ALBA di Lenio Vallati
http://www.facebook.com/groups/126938410733301/
Un uomo al bivio, l’intensa voglia di ricercare un’essenza, quel valore che sembra essere scomparso, o forse mai posseduto realmente. L’eterna lotta dell’individuo, spesso intrappolato da meccanismi obbligati, da percorsi mai scelti, soffocato da responsabilità insormontabili che lo rendono automa, privo di volontà propria. L’essere umano, si assoggetta spesso ad una società imposta, materialista e edonista dove ha senso la produzione, l’evoluzione, la perfezione e non bada agli stati d’animo, alle impotenze umane, alle debolezze dell’essere in quanto uomo fragile di fronte ai vari eventi ed ostacoli della vita stessa.
Ci sono individui nati per combattere, per dimostrarsi ,per emergere, ci sono i depressi, i fragili, gli immotivati e ci sono anche chi si trova a dovere scegliere privandosi di qualcosa, ma che trovano una forza necessaria alla propria sopravvivenza e…cambiano rotta.
Ed è questo ciò di cui ci parlerà Lenio Vallati, di un essere umano che ad un certo punto della propria esistenza, sentendosi schiacciato da obblighi e forti responsabilità, non riesce più a trovare lo spazio necessario alla routine quotidiana che sente ormai stretta e vuota oltre che complicatamente difficile da gestire.
Un giorno, egli, aprirà la porta di casa e la richiuderà subito dopo, dietro alle spalle, lasciando tutto e tutti, anche la propria famiglia che forse ,si aspettava da lui molto di più.
Ecco che il protagonista principale del romanzo, diventa un anonimo barbone, un uomo curioso, servizievole e particolarmente riflessivo su ciò che a lui sembra di vedere per la prima volta.
Sarà un itinerario ambientato nella zona di Sesto Fiorentino, alle porte di una Firenze frenetica , dove il nostro personaggio avrà per compagni altri barboni che lo accompagneranno in un itinerario di vita all’aria aperta.
Un vagabondo che inizieremo ad amare passo dopo passo, egli ci emozionerà, ci strapperà qualche sorriso e tanta simpatia.
Ogni riga sarà un’avventura che ci appassionerà; rifletteremo e ci commuoveremo. Parteciperemo alle sue vicissitudini fra una lacrima e un sorriso. La riflessione diverrà obbligata e ci sentiremo partecipi e favorevoli ad ogni iniziativa del nostro caro vagabondo.
L’autore, con una semantica intrisa di poesia, ci fa partecipi di quelle motivazioni di cui l’uomo ha bisogno per vivere, per dare un valore a un’esistenza spesso fatta di catene mentali e obblighi morali, ledendo a volte la libertà dell’essere e pregiudicando il tenore di una vita che spesso, nonostante il benessere , gli equilibri materiali, diventa stretta, complicata e apparentemente vuota.
Un viaggio emozionale che assorbe fin dall’inizio il lettore, immagini che prendono forma, luoghi che diventano cartoline ai nostri occhi, dialoghi nei quali cattureremo le voci , soprattutto quella di un uomo che ha preso a “volare”e a elevarsi come spirito libero in esperienze finalmente cercate, volute, scelte.
L’ autonomia di chi si sente imprigionato dentro un meccanismo, prende ad avere corpo fra le chiare righe che il Vallati esprime, regalandoci un sorriso, una riflessione, qualche lacrima e dopo avere chiuso il libro ci renderemo conto che per sempre porteremo grazie alla sensibilità del nostro autore… UN GRAFFIO D’ALBA NEL CUORE!
Marzia Carocci
Lenio Vallati è nato a Gavorrano (GR) il 21/9/1953 e risiede a Sesto Fiorentino. E’ capostazione presso l’impianto di Firenze-Castello. Esordisce nel 2003 con il libro di narrativa ‘Soggiorno a Bip-Bop’, Aut. Libri Firenze. Del 2004 ‘Un criceto al computer’, Ibiskos ed, del 2006 ‘Desiderio di volare’, ed. Bastogi. E’stato eletto, al ‘Belmoro’ di Reggio C. poeta-scrittore anno 2005. E’ presente in numerose antologie :‘Poesie d’amore per il 3° millennio’ e ‘Letteratura Italiana-Poesia e narrativa dal 2° Novecento ad oggi ’ ed. Bastogi. Nel 2007 ha ottenuto il 1° premio al ‘Molinello’ per la narrativa inedita. Sempre del 2007 è il volume di poesie “Alba e tramonto”. Nel 2008 ha ricevuto dall’Accademia Francesco Petrarca il titolo di ‘Poeta dell’anno 2008’ con laurea ad honorem. Nel 2009 la ottenuto il Premio Manuale di Mari 2008 per l’autore dell’anno ed è risultato vincitore assoluto sez. poesia al Trofeo Penna d’Autore di Torino. Nel 2009 ha vinto il concorso ‘Città di Corciano’ per la poesia. E’ accademico di classe dell’Accademia Internazionale dei Micenei. Di recente gli è stato assegnato il Premio alla Carriera “L’Oscar dell’arte e della scienza”. Nel 2011 ha fatto parte delle giurie dei Premi di Poesia Marzocco e Fuligno di Firenze. Il suo primo romanzo, Graffio d’alba, pubblicato dalla Bastogi Editore nel Novembre 2011, come inedito, si è classificato al 1° posto nei seguenti concorsi: Andrea da Pontedera, La Tavolozza e “Rivalto. Roberto Magni”.
''I LUOGHI DELLA MEMORIA" di Adriana Pedicini
Genere: Narrativa (Contemporanea) ARDUINO SACCO EDITORE, ROMA
Uscito: Novembre 2011 Prezzo: € 12.00 Pag. 114
http://www.arduinosacco.it/product.php?id_product=724
http://it.paperblog.com/mediterraneo-posted-by-adriana-pedicini-1049966/
https://www.facebook.com/pages/adriana-pedicini/243940635660694
IL PRESENTE si avvale sempre del supporto della memoria, intesa sia come laboratorio atto a catalogare i dati dell’esperienza, sia come fucina capace di ricreare, evocandone il senso, i momenti della vita trascorsa, significanti l’esperienza personale o aventi valore universale, realmente vissuti o immaginati, elaborati dalla fantasia o appresi dai racconti dei vecchi. Essa ci aiuta a recuperare antiche emozioni, addolcite dal fluire del tempo e arricchite di più mature consapevolezze, permettendoci di riviverle con nuove sensazioni. Anche i racconti più attuali sono in qualche modo depositari di pregresse universali esperienze, laddove il vero protagonista è da una parte il dolore del distacco, la lacerazione degli affetti interrotti, le difficoltà proprie dell’esistenza umana, dall’altra la forte volontà di appassionarsi alla vita, superando tutti gli ostacoli in una potente e tenace voglia di determinare almeno in parte il proprio destino.Le storie di questa raccolta sono legate da un motivo conduttore, enunciato dal sottotitolo: “Racconti sul filo della memoria”, che suona come una dichiarazione d’amore per il passato, per quel tempo perduto che “srotola all’indietro riportandoci in un baleno a ciò che eravamo…” ma che trova nella cultura locale, sempre radicata nei costumi, una continuità col presente.
Coesistono in questo libro della memoria, realismo autobiografico, prose di meditazione e racconti modellati dalla fantasia, pur prendendo spunto da fatti e circostanze oggettivi; ma vi sono anche indagini psicologiche, analisi di quel mondo profondo e sconosciuto che si esprime alla coscienza propria o altrui in azioni spesso senza senso, ma pur vibranti della vita più vera, perché più intima e sofferta.
Adriana Pedicini, docente in quiescenza di materie letterarie latino e greco. ha riscoperto il gusto dello scrivere. Ha pubblicato una raccolta di racconti e sta per essere pubblicata una raccolta di poesie con disegni di una cara amica.
“I luoghi della memoria” ripercorrono con racconti a volte arricchiti di fantasia, altre volte frutto di riflessioni, di progettualità, altre volte esito di ricerche di storia locale, momenti di vita che di quelle esperienze così raccontate hanno costituito le radici e la linfa vitale di quel che poi è stato il futuro. Il libro apre con il narrare il rito –perché di un vero e proprio rito si tratta – della lavorazione del pane nell’ambito di una casa piena di rispetto “religioso” . Prosegue con un lungo racconto su usi e tradizioni riguardanti i momenti salienti della vita in una famiglia del popolo all’inizio del secolo: la nascita, gli stenti della guerra, le sciagure ad essa conseguenti, il matrimonio, la morte. Altri racconti mettono in luce personaggi realmente esistiti di questo piccolo paese reale vivificato dall’immaginazione: Teresina, donna sola e disagiata; Mariantonia, definita la chioccia per la sua esasperata protezione dei figli a cui anche in età adulta nega l’autonomia dell’esistenza; la signorina P. maestra elementare tanto preparata quanto rude nei modi; Josephine, una ragazza diventata nomade per bisogno di affetto familiare; Andreana, artefice del rito più antico e più sacro, quello di fare il pane. Ancora altri sono i racconti che attraverso la percezione individuale indagano nell’animo umano per attingere spazi e tempi che vanno oltre queste categorie e attingono il senso dell’infinito e dell’eterno, come infinite ed eterne sono le emozioni che si trasmettono di generazione in generazione, quando protagonista è il dolore, la sofferenza, ma anche la speranza di tingere di nuovi colori la vita.
Redazione di BENEVENTO tel. 0824.482325 / fax 800.897474 / email: culturaespettacoli@ilsannioquotidiano.it CULTURA E SPETTACOLI 19
SABATO 3 MARZO 2012
L’INTERVISTA
Adriana Pedicini, docente del liceo Classico Pietro Giannone, ci parla del suo ultimo libro, uno spaccato di storie vissute, immaginate, di valori, di ricordi e di aspirazioni.
ADRIANA PEDICINI, per anni docente stimata del Liceo Classico Pietro Giannone, ha scritto di recente un libro diracconti dal titolo “I luoghi della memoria” (114pagine, 12 euro), Arduino Sacco editore) decidendo di mettere nero su bianco la suamemoria, fatta di piccole cose, di giornatequotidiane, di racconti sussurrati e immaginari,di giochi magici, di storie talvolta dolorose. È un affresco che segna il tempo che disegna i colori di un’esistenza, fatta diamori, di scoperte, di natura, ma anche di sopraffazioni, di delusioni, di impegno e sacrificio. I luoghi della memoria sono anche i luoghi dell’anima, dove sono riposti speranza e voglia di crescere.
I racconti di Adriana Pedicini sono ‘leggeri’ pur se hanno dentro grandi insegnamenti,valori intramontabili come il rispetto della vita, degli anziani, l’amore per i genitori e per la propria terra, e per le piccole gioie del quotidiano. La scrittura rapisce per la sua splendida costruzione, che ha qualcosa di antico, forse anche per la scelta della parole, mai banali e consumate dalla quotidianità.
Riportando alla conoscenza del lettore, la magia e l’attesa di rituali, semplici e profondi, ormai perduti, come il fare il pane in casa. Il crescere dell’impasto lievitato,sotto i teli; la scoperta di una croce impressa nelle forme di pane, a rendere la conoscenza dell’importanza di quell’alimento. I ricordi, le pieghe della vita, anche quelle più dolorose, come l’emarginazione, con un tratto descrittivo fine che parla di esperienze non necessariamente personali, ma anche attinte al comune sentire. Per entrare meglio nelle pagine di Adriana Pedicini abbiamo dialogato con lei. Ci ha preso per mano ci a fatto compiere un viaggio dentro il suo libro mostrandoci la rotta di lettura e di avventura.
Nel libro si parla di luoghi della memoria, vissuta e immaginata?
“Non so se ho scritto ciò che ho scritto perché l’ho vissuto o sentito o avrei voluto vivere e sentire. Uno scrittore non vive certo solo nella scrittura, legge, parla, incontra gli amici, viaggia, soprattutto nel mio caso insegna e fa la mamma. Sono avvenimenti che non hanno a che fare con la scrittura, ma improvvisamente, sarà l’inconscio, sarà la consapevolezza,si ha necessità di rielaborare per così dire un materiale di partenza, del proprio vissuto quale filtra attraverso la memoria, o anche solamente presagito o vagheggiato”.
La sua pubblicazione è un viaggio nei ricordi, personali e di una comunità, ma non è nostalgico...
“E’ così. Ho scritto non per un provincialismo dell’anima: rappresentare una realtà, i comportamenti, i modi di essere, le proprie esperienze non è chiudersi nella provincia con appagamento, senza avvertire o suggerire stimoli o provocazioni al pensare.
Allo stesso modo non ritengo che ritornare al proprio passato o alle esperienze vissute sia una sorta di sentimentalismo, quello manierato, che non è mai saldo, che tende ad ovattare le cose, ad indebolirle, a fiaccarle; vi è al contrario l’amore per le cose, per le persone, per le situazioni che in sé contengono aspetti e valori esemplari che superano il tempo e lo spazio, da recuperare prima che la memoria, devastata dal tempo che passa, ne laceri per sempre l’essenza”.
Piccoli frammenti di memoria che si srotolano da una pagina all’altra che si fanno racconto
“E vero. Per questo motivo il taglio di questo libro non poteva essere che il racconto, perché il racconto è essenziale, non ha bisogno di riempitivi. E la comunicazione risulta pertanto immediata, non vi è la costruzione ideologica o l’ossatura che sempre presiede al romanzo; ogni racconto ha in sé le risorse della vita, sono “atti” colti in un momento particolare, ben delimitato temporalmente e spazialmente eppure intrisi di qualcosa che va oltre. Vorrei dire che i personaggi dei racconti sono il frutto di intuizioni liriche, in alcuni racconti manca addirittura anche un minimo intreccio, in altri l’intreccio trae spunto dalla complessità della vita”.
C’è stata un’ispirazione particolare che le ha permesso di iniziare a scrivere?
“Il mio libro non l’ho progettato in anticipo, ma ha preso forma dopo una carica emotiva straordinaria, in cui il bisogno di non perdere l’esistente con il suo bagaglio di esperienze era fortissimo. Poi ha preso forma scrivendo, soggetto ai costanti suggerimenti emozionali. Il mio obiettivo è stato la trasposizione di questa carica emotiva, comunicare emozioni attraverso il contenuto, attraverso un oggetto concreto e immaginario al tempo stesso, che è l’opera dello spirito”.
Quale obiettivo ritiene di dover toccare con la sua fatica letteraria?
“Il mio obiettivo e la mia speranza era che il lettore non eseguisse con la lettura un’operazione meccanica, ma che venisse impressionato dai segni, che la lettura fosse una sintesi di percezione e creazione al tempo stesso, che disvelasse a chi quelle storie le aveva sentite o a chi vi si imbatteva per la prima volta possibilità di creazione al tempo stesso della lettura. Tutto questo con estremo pudore, che non è voglia di minimalismo o falsa modestia. Il pudore deriva dal fatto che conoscendo anche per professione i mille modi, da Omero in poi, in cui si può raccontare una storia, in prosa o in versi, è come sapere quali vette emozionali e intellettuali sia possibile attingere, ma quanto sia difficile attingerle, e quanto siano numerosi e difficili gli strumenti”.
I LUOGHI DELLA MEMORIA Recensione di Roberto Lo Presti
Sono pagine di storia che tutti abbiamo vissuto nella semplice bellezza dei nostri amati avi e padri che arricchivano le mense , ci offrivano giardini fioriti e pane profumatissimo ,dolcezza e fatica di braccia forti e decise nel prodotto finito ancor indiviso da gustar tutti attorno col sorriso. Nella corposa ed intelligente presentazione del libro, c’è la felice sintesi dei passi che io pur non avendo letto prima, ritrovo con la matita rossoblu segnati in più pagine ( 19-21…).
Nel racconto della Chioccia fa capolino il sentimento della donna sempre vicina a sé stessa, ad una solitudine che ritroviamo più spesso nei righi dei capitoli e racconti successivi, sadness, silenzio, apatìa, amore lontano, la vita diversa da quella che ‘lei presagiva’, mentre il cuore pulsava di represse fantasie d’amore’. La vita prima aperta d’ un colpo si ripiega su se stessa tra le pieghe dell’anima …dove a nessuno è consentito di penetrare.Oserei dire a questo punto che un altro racconto sembra voglia chiarire tal significato d’amare e d’amore. The people, in senso lato, forse teme di cedersi all’altro per non condizionarsi e legarsi tanto, ovvero: non c’è , non si percepisce più, così forte come ieri, l’amore che ama se stesso nell’altro, ma il ‘trionfo dell’ANIMA che ama negli altri l’amore’. Il concetto sembrerebbe semplice ma è ben più complesso poiché ’i vantaggi e gli svantaggi di una vita a due inaridiscono qualsiasi desiderio di amare e di essere amata’.Forse è indispensabile parlar poco e per chi è ben sensibile, è sufficiente per men di un minuto guardarti negli occhi, profondamente sentimentali e sognanti, pienamente espressivi pur se pieni di nostalgia (oserei dir ,ma mi sbaglio,tagliati da un dolor antico,profondo di ricordi pesanti…),soavi,caserecci (come il pane e l’olio solarissimo) ,passionali, intelligenti, soavi , umili ,dolcissimi come quelli rimasti della bambina di ieri ieri…-
Proseguendo lentamente e con dolce fluidità la lettura, sentiamo vibrare la memoria, brillare forti i ricordi negli ‘Esami di ammissione’. Notevole e particolare è la descrizione della maestra, dall’animo dispotico ma ‘rispettata e stimata da tutti’’. La descrizione del viso e la gestualità disegnano quel carattere ‘balzano’, conferendole ancora ‘un’aria distinta, freddamente distinta,quasi nordica’’. La sua didattica e metodologia imperative, le pagine ed i verbi in disuso studiati a memoria, poco interessa l’apprendimento… C’è forse nei momenti particolari auxologici, una certa stizza e percezione di difficoltà dialogica e relazionale coi giovani, che sicuramente è stata ben corretta, per rendere più agevole, elastico, comprensibile, libero e spontaneo il dialogo per lo sviluppo non tanto e solo dei programmi (calati dall’alto) quanto per un agevole speaking to learn , cosicché ci sia lo spirito critico, costruttivo e partecipe, affinché si sviluppi il fanciullo.
Molto bella pur l’espressione ricca di significati ed attualissima : ‘la gente è incapace di dar briciole d’amore’.Prefazione che ti fa gustare il dessert, ovvero è un antipasto condito d’olio d’oro nelle le pietanze raccolte in piatti colmi di pomodorini: le ricette della nonna,sovrabbondante, rigida e dondolante…te la trovi sempre davanti. Quanta bontà! ‘Sapore d’infanzia’ si legge, certo, i nipotini osservano la nonna col ‘tuppo’ dei capelli col fazzolettone a fiorame, da sistemare all’alba… , poi la prima colazione coi panini in fila, il forno a cupola, il profumo del cotto pane e delle ciambelle…, ed i ragazzi ancor a ‘sbonconcellare’ pezzi di candida ricotta adagiata a fianco di morbida focaccia…! É in realtà un fiaba rivissuta a distanza con forte nostalgia,che porta ancor ricordi congiunti, relazioni e storielle su storie più intricanti…Nel racconto della Teresina, invece, si evince già un altro modo di descrivere la realtà, adesso più matura e consona ad esperienze di vita più tangibile ad incontrar non solo e non più gli spontanei e scroscianti sorrisi nelle camere. In Teresina, l’atmosfera è sempre lì, ricchissima di particolari e descrizioni di ogni angolo della stanza povera e lugubre che la ospita. C’è un ‘modus vivendi’ oserei dir selvaggio, nel quale la donna povera e ritardata, osava parlar pure con le stelle…e poi la più bella delle donne clown, appoggiata una sera ad un tronco di un albero col sogno infinito, mai realizzato! Voltando pagina rapidamente ci si rende conto che il tempo vola, scorre inesorabilmente… e gli aneddoti si colorano di tinte meno acquerellate. Appaiono quadri, figure, fantasmi benevoli dell’io narrante, con ombre più dominanti, tali sembrano in ‘’Cuori di sabbia’’, una storia sentimentale tra due innamorati che ’Non si lasciarono più e percorsero insieme un lungo tunnel in cui un amore malato aveva condotto entrambi’.
Cosa si può ancor aggiungere …? Se non il desidero totale di leggere con attenzione, tal intelligente, apparentemente semplice e coordinata analisi esistenziale, sentimentale, viva, crescente…, attuale e del tempo che fu, con cui il talento della scrittrice mostra la dolcezza e l’Amore dell’eterno presente della vita ?Bellissima, decisa e pur dolente, oserei dire, la riflessione dell’Amore che ricomincia ad ogni istante… ‘non cessa di esistere…può fare anche male…ma è lì! Nei racconti a seguire, significativo, dolcemente violento affiora sempre il sentimento, come vento fresco e fruscio nascosto…per la ricerca di un’ intesa decisa, possente in LUI…: ‘Desiderio di voli infiniti mi prende per afferrare le ali della tua anima’’. Roberto Lo Presti da Messina-- Messina,lì 16 gennaio 2012 -
"IL CORAGGIO CHE MAI HO AVUTO" di Scarabelli Antonietta e Scarabelli Silvia
Narrativa contemporanea
http://ilcoraggiochemaihoavuto.blogspot.it/
Due sorelle che condividono l’amore per la lettura e il piacere di scrivere insieme. Manoscritti vissuti, amati e poi richiusi in un cassetto, come un tesoro da custodire.
Caratterialmente estroverse ma, ognuna con un bagaglio emotivo sufficiente ...a descrivere un romanzo che, ha permesso di far esplodere le loro emozioni interiori.
Questo romanzo nasce in un contesto insolito, per riempire i tempi morti del dolce e desiderato riposo.
Quando l’eccessivo relax diventa noia, ecco che la mente partorisce l’idea di raccontare una storia, così senza tante considerazioni, in base agli stati d’animo.
La fantasia di due persone che, a turno e quando lo decidono passano la parola all’altra narratrice che, disporrà di proseguire il racconto, aggiungendo nuovi personaggi, località, riflessioni e commenti.
E’ una storia d’amore ma non solo: di vita quotidiana, di colpi di scena, di famiglie in crisi e di scelte soggettive che, ancora oggi nella nostra società, fanno discutere!
TRAMA:PIERA E' UNA DONNA CHE VIVE SERENAMENTE ASSIEME A DAVID, SUO FIGLIO, E ANDREA, SUO FUTURO MARITO.TUTTO SEMBRA ANDARE PER IL MEGLIO FINO A QUANDO UN GIORNO, IMPROVVISAMENTE, DOPO DIECI LUNGHI ANNI, SI FA RISENTIRE IL SUO EX FIDANZATO, RESIDENTE A LONDRA.
L'UOMO, TANTO AMATO AI TEMPI DELLA GIOVINEZZA, MA CHE ABBANDONO' PIERA SENZA SPIEGAZIONI, IRROMPE, COME SE NIENTE FOSSE, NELL'EQUILIBRIO COSTRUITO CON TANTI ANNI DI FATICA. FINCHE'..............................
IMMAGINA di Yami Yume
http://yami-immagina.blogspot.it/
http://www.facebook.com/immagina.yami
FANTASY
TRAMA
Feo è un ragazzo infelice. I suoi desideri si sono infranti uno dopo l’altro, i suoi ideali ed i suoi interessi sono incompatibili con quelli dei suoi coetanei e, nonostante possegga numerose qualità e doti, non riesce a trovare un’occupazione che lo soddisfi abbastanza.
Quando viene anche separato dalla ragazza che ama, si chiude definitivamente in sé stesso.
Incapace di uscire dalla condizione di infelicità in cui è sprofondato, in una piovosa notte invernale, desidera di non doversi svegliare mai più.
Scivola in uno stato di profondo torpore e quando riapre gli occhi percepisce che qualcosa attorno a lui è cambiato. La porta d’ingresso del suo appartamento è spalancata e fuori, sul pavimento, si apre una profonda voragine.
Dall’oscurità emerge uno strano vecchio che si presenta al giovane come Custode di Chiavi del passaggio che collega il mondo della veglia ad Immagina, la terra dei sogni. L’uomo si rivolge a lui come se lo conoscesse da sempre e gli offre la possibilità di cercare il senso della sua esistenza nel mondo dei sogni, perché lì c’è qualcosa di molto importante che ha dimenticato.
Ma non sarà un viaggio facile: le terre di Immagina non sono popolate soltanto da creature fantastiche e luoghi meravigliosi, ma anche dagli Incubi, entità spaventose che perseguitano gli abitanti ed i sognatori, seminando ovunque dolore e distruzione.
Senza offrirgli ulteriori spiegazioni sulla natura di ciò che deve cercare, l’uomo lo esorta a decidere in fretta se accettare o rifiutare l’offerta: il passaggio non può rimanere aperto per molto tempo.
Dopo qualche esitazione, Feo accetta.
Cosa troverà ad attenderlo dall'altra parte?
Immagina non è un romanzo fantasy come gli altri. Intreccia elementi classici del genere con venature horror e drammatiche, che si alternano in maniera equilibrata e con un ritmo incalzante mirato a tenere sempre acceso l’interesse del lettore senza stancarlo. Il tutto senza senza disdegnare momenti di riflessione e battute comiche.
L'apparente semplicità e linearità del linguaggio e della storia nasconde (ma neanche tanto, in fin dei conti) numerose simbologie e messaggi.
Tematiche già trattate in passato da altri autori sono qui rielaborate in una forma originale e mescolate con nuovi spunti forniti dall'immaginazione.
La storia non si limita a narrare vicende che si svolgono nella dimensione dei sogni e degli incubi, ma è essa stessa composta da ben 13 sogni ed incubi che l'autrice ha cucito insieme, ricostruendo attorno ad essi un background ed un filo logico che li tenesse insieme. Per queste sue caratteristiche particolari e per il modo in cui i personaggi interagiscono tra loro, è stata definita, da chi ha già avuto occasione di leggerla, molto vicina alla trama di un anime (ndr. cartone animato giapponese).
Tutto in Immagina è fuori dal comune, a cominciare dallo stesso protagonista.
Feo si discosta parecchio dallo stereotipo del ragazzo “belloccio e impossibile”, con l'aria misteriosa, affascinante e anche un po' “stronzo”, che passa da una donna all'altra ed ottiene sempre quello che vuole. Non è nemmeno un eroe forte ed intrepido che si lancia in battaglia per salvare la principessa di turno né un “prescelto” pronto a immolarsi per il bene dell'umanità. Al contrario, nonostante la sua bellezza ed il suo fascino, è una persona molto umile, un'anima insicura, indifesa e innocente: è lui il “principe” che ha bisogno di essere salvato da una bella guerriera. Rappresenta l'ultimo residuo di purezza che l'umanità sembra ormai abbia perso. Nonostante sia un personaggio così diverso da quelli che siamo abituati a leggere nei libri, al tempo stesso Feo incarna tutti i disagi vissuti dai giovani, soprattutto negli ultimi anni: chiunque, ragazzo o ragazza, può identificarsi in lui, ritrovarsi nelle stesse situazioni, nei suoi problemi a trovare un lavoro fisso, ad ottenere un'indipendenza economica e a sentirsi realizzato in una società sempre più complicata, indifferente e violenta, che distrugge ogni speranza per il futuro e spegne ogni entusiasmo per la vita. Attraverso di lui, assistiamo al tormento di chi cade in depressione e del lungo doloroso travaglio che un'anima deve affrontare per uscirne, soprattutto quando attorno a sé non riesce a trovare altro che miseria e sofferenza.
Così la realtà si mescola alla fantasia e ne nasce una combinazione che affascina e intrattiene fino all'ultimo rigo anche i non appassionati del genere.
Prezzo di Copertina 18€ (versione cartacea) - 3,49€ (Ebook)
Dati 400 p., illustrazioni bianco e nero, brossura
Prenotabile tramite l'E-Shop Sangel Edizioni (cartaceo) E-Shop Sangel Edizioni (ebook) BlogImmagina Booktrailer #1 Booktrailer #2
LA DAMA DI WARKA di MARIA LUCIA MARTINEZ
THRILLER
http://dilloazoe.blogspot.it/
La sparizione della Dama di Warka, un reperto archeologico di immenso valore trafugato dal museo di Bagdad, dà il via ad una caccia al ladro senza quartiere e ad una serie di delitti estremamente feroci che fanno capo ad un personaggio tanto misterioso quanto crudele, il quale rivendica il possesso della maschera. Interprete della vicenda, Luca Valenti, corrispondente dall’estero ed ex di Zoe Contini, alla quale il giornalista si rivolge per aiuto quando la ricerca si sposta in Italia. L’ingresso in scena del commissario Imbriani, nuovo amico di Zoe, e di una giovane americana dal fisico prorompente, che si mostra sfacciatamente attratta da Luca Valenti, complica ulteriormente le cose, giacché innesta un ridda di gelosie e ripensamenti che sembrano giocare a favore dell’assassino. Tra colpi di scena imprevedibili tuttavia, Imbriani porterà ugualmente a termine la sua indagine ma a quel punto...
SDG MISSIONE DI MORTE di MARIA LUCIA MARTINEZ
THRILLER
Una serie di atroci delitti programmati con cura da una mente perversa risvegliano incubi creduti sepolti… Le corde di un violino diventano strumento di morte, una morte annunciata dall’«Aria sulla quarta corda» di Bach. Tra le vittime di questa furia omicida, Sandra Fortis, critico musicale e amica di Zoe Contini, conduttrice radiofonica e detective per vocazione. Spinta da un desiderio di vendetta, Zoe si ritroverà fatalmente coinvolta nell’inquietante ricerca di una verità non facile da accettare neppure per lei. Riuscirà a contrastare i piani criminosi di una psiche ammalata?…
L’ULTIMA OFFENSIVA di GIOVANNI MELAPPIONI
GUERRA
http://www.talentonellastoria.com/Libreria/melappioni_ultima_offensiva.htm
L'Ultima Offensiva
Ardenne, 1944. L'inverno sembra non finire mai e il bianco della neve si tinge del rosso del sangue. Respinte in Francia, ma non ancora sconfitte, le armate tedesche si oppongono all'avanzata degli Alleati e preparano una nuova, violenta offensiva per spezzare il loro fronte e la volontà di combattere. Mettendo in campo una ferocia inattesa le armate del Reich sembrano in grado di capovolgere le sorti di un conflitto il cui esito veniva ormai dato per scontato. Nelle foreste, nei campi ghiacciati battuti dall'artiglieria, negli ospedali da campo, uomini in divisa intrappolati nella barbarie della guerra sono costretti a trovare il coraggio di uccidere e conservare la volontà di riconoscersi ancora Uomini.percorso verso un nuovo inizio."http://roccofodale.blogspot.it/
SOFFIO DI VENTO di Salvatrice Giugno
http://leavventuredihayry.blogspot.it/
Avventura western
Soffio di Vento è la storia di Hyry, una ragazza che vive fra gli Apaches dell'Arizona nella seconda metà dell'800. Hyry vive in un periodo segnato da continue guerre e guerriglie fra i soldati statunitensi e gli Indiani.
Sin da bambina deve affrontare avvenimenti drammatici, si dimostra forte e decisa , intollerante a qualsiasi restrizione, ma le vicissitudini della vita la porteranno a fare delle scelte che dapprima aveva fortemente rifiutato.
La recensione di “Soffio di Vento” sul quotidiano “LA SICILIA” del 7 luglio 2011
Le imprese di una indomita eroina.
“Soffio di vento„ , romanzo edito da Albatros, è il significato del nome Hayry, quello dell’ indomita eroina, per metà indiana e per metà bianca, protagonista di ardue imprese contro le ingiustizie perpetrate dall' uomo bianco nei confronti delle tribù native americane, ma anche contro i pregiudizi che condannano queste popolazioni e, in entrambe le culture, relegano la donna ad un ruolo di secondo piano. Hayry è un'eroina romantica e allo stesso tempo antesignana delle rivendicazioni femministe. Vive il suo amore per Mescal e si aggira instancabilmente tra canyon, deserti selvaggi, montagne scoscese e fiumi rapinosi, pronta a ingaggiare dure battaglie per i suoi ideali e a soddisfare la sua sconfinata sete di conoscenza attingendo al sapere del mondo 'civilizzato' e alle antiche tradizioni tribali. Inserita nel contesto della conquista del lontano ovest, la narrazione si popola di figure mitiche come quelle dei capi indiani Kocis e Geronimo e si dipana tra feroci attacchi sferrati da drappelli dell' esercito americano in nome di un’ ingiustificato odio razziale ed efferate violenze commesse da bande di predoni messicani. Sorprendentemente, è una scrittrice esordiente italiana, Salvatrice Giugno, ad ispirarsi all'epopea del Far West per dare vita a vivide pagine d'avventura in cui rivela una tale conoscenza di luoghi e usi indiani da fare invidia ad un autore autoctono.
ANNA MARIA LOGLISCI
RACCONTI DIETRO L'ANGOLO di LORELLA FANOTTI
http://raccontidietrolangolo.blogspot.com/
Una raccolta di racconti brevi ricca di spunti in grado di interessare un vasto pubblico. Si va infatti da racconti piacevolmente salaci /piccanti, alla rievocazione del nostro passato, al racconto giallo.I personaggi dei racconti spesso si dibattono in conflitti e paure che faticano ad affrontare, talvolta si combatte con la malattia e l’incomprensione. Tutto scritto con la capacità di cogliere nei piccoli gesti e nelle piccole cose il valore celato e i significati profondi, di sottolineare l’importanza dell’ambiente nel vissuto. Ogni storia è raccontata con la voglia di andare a vedere cosa c’è dietro l’angolo, senza fermarsi alla prima apparenza. Determinante l’ironia che pervade leggera e accattivante nella maggior parte delle storie raccontate, ironia legata all’anima toscana con le sue terminologie, le sue cadenze e le sue arguzie.
Recensione a cura di Marzia Carocci L’autrice ha la particolarità di sapersi esprimere attraverso una semantica ricca di elementi “visivi” che rendono la lettura scorrevole e fluida fino a riconoscere i personaggi ,gli ambienti e i movimenti dei protagonisti, una comunicazione diretta e immediata con il lettore.Un volume di racconti che sanno di vita e di rimembranza, quasi un diario del ricordo dove a qualsiasi uomo o donna può capitare di “rivivere” e ritrovarsi fra le righe che la scrittrice ci propone.Indubbiamente Laura Fanotti ha la sensibilità di chi attraverso la parola sa far sentire partecipe chi legge consegnandolo in quel mondo fatto di ricordi, nostalgie, di sogno e di vissuto.Racconti che sanno di profondità e di realtà, in una costruzione letteraria che non lascia niente al caso, dove tutto ha un senso e una morale, dove la riflessione diventa obbligatoria perché vi sono storie che parlano di uomini e donne, di nonni e nipoti, di accettazione e rassegnazione ma anche di personaggi simpatici e caratteristici che spesso ognuno di noi incontra o ha incontrato nella propria vita.Un itinerario di tappe e percorsi, dove il carattere, l’esuberanza, la sensibilità e l’ironia dell’autrice prendono forma attraverso l’essenza stessa dei suoi racconti; spesso chi “si apre” alla scrittura ha il desiderio di comunicare quel mondo che è chiuso dentro, quella volontà di condividere l’emozionalità e la fragilità, la forza e la debolezza che è intrinseca in ogni essere umano.Incontreremo così, Tommaso, un bambino che scoprirà l’amore per una tromba appartenuta al nonno e ritrovata in cantina, la maestra Clelia indubbiamente una donna con problemi depressivi , la storia di Jane, e la sua difficoltà a portare la luce la propria omosessualità in un mondo che spesso non accetta chi è “diverso” dalla massa.Ci saranno poi professori, nonni che raccontano, amiche ritrovate e magari cambiate, storie di scaricatori, ma anche vicende dove la riflessione ci obbliga al pensiero. Sarà un viaggio nella vita stessa quella stessa esistenza che è transito di tutti, fra il bello e il brutto, l’allegria e la tristezza, il ricordo e la speranza.Leggere il libro di Lorella Fanotti, sarà un sentiero a ritroso delle nostre memorie vogliose di ricordi, di un tempo passato, magari migliore, in certi casi più povero ma indubbiamente genuino e semplice. Un tuffo nei racconti dietro l’angolo dei nostri ricordi dove ritroveremo certamente qualcosa di noi che avevamo perduto ,qualcosa che fa parte delle nostre radici: l’essenza della vita .
A cura di Marzia Carocci
“CRISTALLI di PAROLE” di Grazia FINOCCHIARO
Raccolta poetica Carta e Penna Editore – Collana Lo Scrigno dei versi – Gennaio 2011http://graziafinocchiaro.blogspot.com/
In copertina: Gouache dell’artista Giuseppe Ciccia.
Seguono all’interno della Raccolta altre due grafiche a corredo delle liriche raggruppate in due sottounità semantiche nella quinta scenica ad ampio respiro, dal titolo “Da ogni sorgere del sole”, nell’avvicendarsi simbolico delle frasi in cui nasce il giorno: l’Aurora e l’Alba.
Una vibrante tensione etica e relazionale percorre la Raccolta lirica di Grazia Finocchiaro in equilibrio tra reale ed ideale, tra prassi e desiderio di cambiamento, anelito ed auspicio.
Le emozioni sono delicatamente espresse per diventare occasione di uno scandaglio interiore che ricerca la relazione interpersonale per distillare attimi di saggezza nella dimensione del quotidiano, in forza di un’ordinarietà intensamente assunta e vivificata attraverso l’azione trasfigurante e rigenerante del ricordo.
Nel verseggiare libero si avverte la necessità di autocomprendersi per sanare e far trasparire le contrarietà dei vissuti, dimostrando empatia realistica e spirituale nel ritrarre condizioni di precarietà umana nelle liriche “L’Alcolista” ed “Anorresia” o nell’affrontare questioni di bioetica dal toccante lirismo in “Intreccio delle ciglia”.
E’ invocata la presenza calda e vivida del sole che, nelle atmosfere rifrangenti dell’aurora e nell’azione diafana dell’alba, rischiari e sciolga i nodi dell’esistenza per vincere le nebbie dell’incomunicabilità e dell’ipocrisia, fughi le tenebre della divisione per rischiarare nuovi orizzonti a restituire speranza alla fragilità peregrina dell’esistere:
per quell’erta ogni giorno m’incammino
a tirare il passo fatico
Per te/ diverrò ladra di raggi di sole/per annientare le tenebre
…sorgerà luminosa l’alba, diverrai
giardino di sole
L’esperienza gratificante dell’eros sponsale e materno si dispiega incontrastato a misurare le ragioni del vivere nella sublimazione dell’unione tra personalità a confronto, nell’irriducibile tenerezza degli affetti da alimentare nelle incessanti trasformazioni del rapportarsi di coppia, nel forte legame tra madre e figli, nella tenerezza vicendevole tra nonna e nipote.
Adesso qualcosa fugge
ma non l’amore che mi distrugge
palpita e mi consola
mai mi lascia sola
Processo di autocoscienza che non può esimersi dall’innalzare il canto per le proprie origini: la Terra di Sicilia evocata attraverso scenari che profumano di Zagara, si intridono di salsedine, si dilatano nell’azione persistente del vento, rumoreggiano al rinfrangersi dei flutti.
La soavità lessicale si dilata in particolar modo nel cercare analogie e suscitare multisensorialità con il mondo biologico e floreale per catturare assonanze profonde.
La costruzione sintattica e lessicale diviene più sofisticata nella seconda sequenza di liriche in cui la disamina si fa articolata nella pluralità delle circostanze introspettive che affiorano, bloccate dalla moviola poetica, nel crogiolo dei pensieri.
E la carezza si perde / la parola non va più a segno / memoria il tenero gesto /
Le incomprensioni si ricompongono nella simbiosi tra natura e benessere:
bell’estate contornata / da infinite efflorescenze / di splendore traboccante / indori l’aria cristallina / la terra riporti opulenta /
Per alternarsi a squarci riflessivi su drammi umanitari, facendo ricalibrare la coscienza poetica sulla bilancia dei valori sociali da soppesare, abbracciando le cause della solidarietà, nella consapevolezza di quanto ci sia ancora da testimoniare nell’operare:
disseminerò con grosse torce / luce d’amicizia / dove ammutolita l’umanità /
dentro proprie ossa resta /
La ricerca di purezza, nel detergere lo sguardo sul reale, alla ricerca di un candore originario trapela dalla felice sintesi del titolo “Cristalli di parole” che la poetessa ha scelto con originalità, affermando piena consonanza con le testuali parole del poeta francese Pierre Reverdy: “Le poesie sono cristalli che sedimentano dopo l’effervescentecontatto dello spirito con la realtà”, a voler sottolineare il solidificarsi di folgorazioni vissute nella trasparenza prismatica di un cristallo, evocando la poliedricità di brandelli di verità acquisite.
Silvia Ranzi Firenze, febbraio 2012
La Raccolta Poetica è stata l’assegnazione del 1° Premio – sezione Poesia – della VII^ Edizione “Premio letterario internazionale Prader-Willi” del 2010 - Torino, con l’intento di sensibilizzare, per una diagnosi precoce, sui sintomi-guida di tale sindrome, malattia genetica rara.
GRAFFIO D’ALBA di Lenio Vallati
Un uomo al bivio, l’intensa voglia di ricercare un’essenza, quel valore che sembra essere scomparso, o forse mai posseduto realmente. L’eterna lotta dell’individuo, spesso intrappolato da meccanismi obbligati, da percorsi mai scelti, soffocato da responsabilità insormontabili che lo rendono automa, privo di volontà propria. L’essere umano, si assoggetta spesso ad una società imposta, materialista e edonista dove ha senso la produzione, l’evoluzione, la perfezione e non bada agli stati d’animo, alle impotenze umane, alle debolezze dell’essere in quanto uomo fragile di fronte ai vari eventi ed ostacoli della vita stessa.
Ci sono individui nati per combattere, per dimostrarsi ,per emergere, ci sono i depressi, i fragili, gli immotivati e ci sono anche chi si trova a dovere scegliere privandosi di qualcosa, ma che trovano una forza necessaria alla propria sopravvivenza e…cambiano rotta.
Ed è questo ciò di cui ci parlerà Lenio Vallati, di un essere umano che ad un certo punto della propria esistenza, sentendosi schiacciato da obblighi e forti responsabilità, non riesce più a trovare lo spazio necessario alla routine quotidiana che sente ormai stretta e vuota oltre che complicatamente difficile da gestire.
Un giorno, egli, aprirà la porta di casa e la richiuderà subito dopo, dietro alle spalle, lasciando tutto e tutti, anche la propria famiglia che forse ,si aspettava da lui molto di più.
Ecco che il protagonista principale del romanzo, diventa un anonimo barbone, un uomo curioso, servizievole e particolarmente riflessivo su ciò che a lui sembra di vedere per la prima volta.
Sarà un itinerario ambientato nella zona di Sesto Fiorentino, alle porte di una Firenze frenetica , dove il nostro personaggio avrà per compagni altri barboni che lo accompagneranno in un itinerario di vita all’aria aperta.
Un vagabondo che inizieremo ad amare passo dopo passo, egli ci emozionerà, ci strapperà qualche sorriso e tanta simpatia.
Ogni riga sarà un’avventura che ci appassionerà; rifletteremo e ci commuoveremo. Parteciperemo alle sue vicissitudini fra una lacrima e un sorriso. La riflessione diverrà obbligata e ci sentiremo partecipi e favorevoli ad ogni iniziativa del nostro caro vagabondo.
L’autore, con una semantica intrisa di poesia, ci fa partecipi di quelle motivazioni di cui l’uomo ha bisogno per vivere, per dare un valore a un’esistenza spesso fatta di catene mentali e obblighi morali, ledendo a volte la libertà dell’essere e pregiudicando il tenore di una vita che spesso, nonostante il benessere , gli equilibri materiali, diventa stretta, complicata e apparentemente vuota.
Un viaggio emozionale che assorbe fin dall’inizio il lettore, immagini che prendono forma, luoghi che diventano cartoline ai nostri occhi, dialoghi nei quali cattureremo le voci , soprattutto quella di un uomo che ha preso a “volare”e a elevarsi come spirito libero in esperienze finalmente cercate, volute, scelte.
L’ autonomia di chi si sente imprigionato dentro un meccanismo, prende ad avere corpo fra le chiare righe che il Vallati esprime, regalandoci un sorriso, una riflessione, qualche lacrima e dopo avere chiuso il libro ci renderemo conto che per sempre porteremo grazie alla sensibilità del nostro autore… UN GRAFFIO D’ALBA NEL CUORE!
Marzia Carocci
Lenio Vallati è nato a Gavorrano (GR) il 21/9/1953 e risiede a Sesto Fiorentino. E’ capostazione presso l’impianto di Firenze-Castello. Esordisce nel 2003 con il libro di narrativa ‘Soggiorno a Bip-Bop’, Aut. Libri Firenze. Del 2004 ‘Un criceto al computer’, Ibiskos ed, del 2006 ‘Desiderio di volare’, ed. Bastogi. E’stato eletto, al ‘Belmoro’ di Reggio C. poeta-scrittore anno 2005. E’ presente in numerose antologie :‘Poesie d’amore per il 3° millennio’ e ‘Letteratura Italiana-Poesia e narrativa dal 2° Novecento ad oggi ’ ed. Bastogi. Nel 2007 ha ottenuto il 1° premio al ‘Molinello’ per la narrativa inedita. Sempre del 2007 è il volume di poesie “Alba e tramonto”. Nel 2008 ha ricevuto dall’Accademia Francesco Petrarca il titolo di ‘Poeta dell’anno 2008’ con laurea ad honorem. Nel 2009 la ottenuto il Premio Manuale di Mari 2008 per l’autore dell’anno ed è risultato vincitore assoluto sez. poesia al Trofeo Penna d’Autore di Torino. Nel 2009 ha vinto il concorso ‘Città di Corciano’ per la poesia. E’ accademico di classe dell’Accademia Internazionale dei Micenei. Di recente gli è stato assegnato il Premio alla Carriera “L’Oscar dell’arte e della scienza”. Nel 2011 ha fatto parte delle giurie dei Premi di Poesia Marzocco e Fuligno di Firenze. Il suo primo romanzo, Graffio d’alba, pubblicato dalla Bastogi Editore nel Novembre 2011, come inedito, si è classificato al 1° posto nei seguenti concorsi: Andrea da Pontedera, La Tavolozza e “Rivalto. Roberto Magni”.
''I LUOGHI DELLA MEMORIA" di Adriana Pedicini
Uscito: Novembre 2011 Prezzo: € 12.00 Pag. 114
http://www.arduinosacco.it/product.php?id_product=724
http://it.paperblog.com/mediterraneo-posted-by-adriana-pedicini-1049966/
https://www.facebook.com/pages/adriana-pedicini/243940635660694
IL PRESENTE si avvale sempre del supporto della memoria, intesa sia come laboratorio atto a catalogare i dati dell’esperienza, sia come fucina capace di ricreare, evocandone il senso, i momenti della vita trascorsa, significanti l’esperienza personale o aventi valore universale, realmente vissuti o immaginati, elaborati dalla fantasia o appresi dai racconti dei vecchi. Essa ci aiuta a recuperare antiche emozioni, addolcite dal fluire del tempo e arricchite di più mature consapevolezze, permettendoci di riviverle con nuove sensazioni. Anche i racconti più attuali sono in qualche modo depositari di pregresse universali esperienze, laddove il vero protagonista è da una parte il dolore del distacco, la lacerazione degli affetti interrotti, le difficoltà proprie dell’esistenza umana, dall’altra la forte volontà di appassionarsi alla vita, superando tutti gli ostacoli in una potente e tenace voglia di determinare almeno in parte il proprio destino.Le storie di questa raccolta sono legate da un motivo conduttore, enunciato dal sottotitolo: “Racconti sul filo della memoria”, che suona come una dichiarazione d’amore per il passato, per quel tempo perduto che “srotola all’indietro riportandoci in un baleno a ciò che eravamo…” ma che trova nella cultura locale, sempre radicata nei costumi, una continuità col presente.
Coesistono in questo libro della memoria, realismo autobiografico, prose di meditazione e racconti modellati dalla fantasia, pur prendendo spunto da fatti e circostanze oggettivi; ma vi sono anche indagini psicologiche, analisi di quel mondo profondo e sconosciuto che si esprime alla coscienza propria o altrui in azioni spesso senza senso, ma pur vibranti della vita più vera, perché più intima e sofferta.
Adriana Pedicini, docente in quiescenza di materie letterarie latino e greco. ha riscoperto il gusto dello scrivere. Ha pubblicato una raccolta di racconti e sta per essere pubblicata una raccolta di poesie con disegni di una cara amica.
“I luoghi della memoria” ripercorrono con racconti a volte arricchiti di fantasia, altre volte frutto di riflessioni, di progettualità, altre volte esito di ricerche di storia locale, momenti di vita che di quelle esperienze così raccontate hanno costituito le radici e la linfa vitale di quel che poi è stato il futuro. Il libro apre con il narrare il rito –perché di un vero e proprio rito si tratta – della lavorazione del pane nell’ambito di una casa piena di rispetto “religioso” . Prosegue con un lungo racconto su usi e tradizioni riguardanti i momenti salienti della vita in una famiglia del popolo all’inizio del secolo: la nascita, gli stenti della guerra, le sciagure ad essa conseguenti, il matrimonio, la morte. Altri racconti mettono in luce personaggi realmente esistiti di questo piccolo paese reale vivificato dall’immaginazione: Teresina, donna sola e disagiata; Mariantonia, definita la chioccia per la sua esasperata protezione dei figli a cui anche in età adulta nega l’autonomia dell’esistenza; la signorina P. maestra elementare tanto preparata quanto rude nei modi; Josephine, una ragazza diventata nomade per bisogno di affetto familiare; Andreana, artefice del rito più antico e più sacro, quello di fare il pane. Ancora altri sono i racconti che attraverso la percezione individuale indagano nell’animo umano per attingere spazi e tempi che vanno oltre queste categorie e attingono il senso dell’infinito e dell’eterno, come infinite ed eterne sono le emozioni che si trasmettono di generazione in generazione, quando protagonista è il dolore, la sofferenza, ma anche la speranza di tingere di nuovi colori la vita.
Redazione di BENEVENTO tel. 0824.482325 / fax 800.897474 / email: culturaespettacoli@ilsannioquotidiano.it CULTURA E SPETTACOLI 19
SABATO 3 MARZO 2012
L’INTERVISTA
Adriana Pedicini, docente del liceo Classico Pietro Giannone, ci parla del suo ultimo libro, uno spaccato di storie vissute, immaginate, di valori, di ricordi e di aspirazioni.
ADRIANA PEDICINI, per anni docente stimata del Liceo Classico Pietro Giannone, ha scritto di recente un libro diracconti dal titolo “I luoghi della memoria” (114pagine, 12 euro), Arduino Sacco editore) decidendo di mettere nero su bianco la suamemoria, fatta di piccole cose, di giornatequotidiane, di racconti sussurrati e immaginari,di giochi magici, di storie talvolta dolorose. È un affresco che segna il tempo che disegna i colori di un’esistenza, fatta diamori, di scoperte, di natura, ma anche di sopraffazioni, di delusioni, di impegno e sacrificio. I luoghi della memoria sono anche i luoghi dell’anima, dove sono riposti speranza e voglia di crescere.
I racconti di Adriana Pedicini sono ‘leggeri’ pur se hanno dentro grandi insegnamenti,valori intramontabili come il rispetto della vita, degli anziani, l’amore per i genitori e per la propria terra, e per le piccole gioie del quotidiano. La scrittura rapisce per la sua splendida costruzione, che ha qualcosa di antico, forse anche per la scelta della parole, mai banali e consumate dalla quotidianità.
Riportando alla conoscenza del lettore, la magia e l’attesa di rituali, semplici e profondi, ormai perduti, come il fare il pane in casa. Il crescere dell’impasto lievitato,sotto i teli; la scoperta di una croce impressa nelle forme di pane, a rendere la conoscenza dell’importanza di quell’alimento. I ricordi, le pieghe della vita, anche quelle più dolorose, come l’emarginazione, con un tratto descrittivo fine che parla di esperienze non necessariamente personali, ma anche attinte al comune sentire. Per entrare meglio nelle pagine di Adriana Pedicini abbiamo dialogato con lei. Ci ha preso per mano ci a fatto compiere un viaggio dentro il suo libro mostrandoci la rotta di lettura e di avventura.
Nel libro si parla di luoghi della memoria, vissuta e immaginata?
“Non so se ho scritto ciò che ho scritto perché l’ho vissuto o sentito o avrei voluto vivere e sentire. Uno scrittore non vive certo solo nella scrittura, legge, parla, incontra gli amici, viaggia, soprattutto nel mio caso insegna e fa la mamma. Sono avvenimenti che non hanno a che fare con la scrittura, ma improvvisamente, sarà l’inconscio, sarà la consapevolezza,si ha necessità di rielaborare per così dire un materiale di partenza, del proprio vissuto quale filtra attraverso la memoria, o anche solamente presagito o vagheggiato”.
La sua pubblicazione è un viaggio nei ricordi, personali e di una comunità, ma non è nostalgico...
“E’ così. Ho scritto non per un provincialismo dell’anima: rappresentare una realtà, i comportamenti, i modi di essere, le proprie esperienze non è chiudersi nella provincia con appagamento, senza avvertire o suggerire stimoli o provocazioni al pensare.
Allo stesso modo non ritengo che ritornare al proprio passato o alle esperienze vissute sia una sorta di sentimentalismo, quello manierato, che non è mai saldo, che tende ad ovattare le cose, ad indebolirle, a fiaccarle; vi è al contrario l’amore per le cose, per le persone, per le situazioni che in sé contengono aspetti e valori esemplari che superano il tempo e lo spazio, da recuperare prima che la memoria, devastata dal tempo che passa, ne laceri per sempre l’essenza”.
Piccoli frammenti di memoria che si srotolano da una pagina all’altra che si fanno racconto
“E vero. Per questo motivo il taglio di questo libro non poteva essere che il racconto, perché il racconto è essenziale, non ha bisogno di riempitivi. E la comunicazione risulta pertanto immediata, non vi è la costruzione ideologica o l’ossatura che sempre presiede al romanzo; ogni racconto ha in sé le risorse della vita, sono “atti” colti in un momento particolare, ben delimitato temporalmente e spazialmente eppure intrisi di qualcosa che va oltre. Vorrei dire che i personaggi dei racconti sono il frutto di intuizioni liriche, in alcuni racconti manca addirittura anche un minimo intreccio, in altri l’intreccio trae spunto dalla complessità della vita”.
C’è stata un’ispirazione particolare che le ha permesso di iniziare a scrivere?
“Il mio libro non l’ho progettato in anticipo, ma ha preso forma dopo una carica emotiva straordinaria, in cui il bisogno di non perdere l’esistente con il suo bagaglio di esperienze era fortissimo. Poi ha preso forma scrivendo, soggetto ai costanti suggerimenti emozionali. Il mio obiettivo è stato la trasposizione di questa carica emotiva, comunicare emozioni attraverso il contenuto, attraverso un oggetto concreto e immaginario al tempo stesso, che è l’opera dello spirito”.
Quale obiettivo ritiene di dover toccare con la sua fatica letteraria?
“Il mio obiettivo e la mia speranza era che il lettore non eseguisse con la lettura un’operazione meccanica, ma che venisse impressionato dai segni, che la lettura fosse una sintesi di percezione e creazione al tempo stesso, che disvelasse a chi quelle storie le aveva sentite o a chi vi si imbatteva per la prima volta possibilità di creazione al tempo stesso della lettura. Tutto questo con estremo pudore, che non è voglia di minimalismo o falsa modestia. Il pudore deriva dal fatto che conoscendo anche per professione i mille modi, da Omero in poi, in cui si può raccontare una storia, in prosa o in versi, è come sapere quali vette emozionali e intellettuali sia possibile attingere, ma quanto sia difficile attingerle, e quanto siano numerosi e difficili gli strumenti”.
I LUOGHI DELLA MEMORIA Recensione di Roberto Lo Presti
Sono pagine di storia che tutti abbiamo vissuto nella semplice bellezza dei nostri amati avi e padri che arricchivano le mense , ci offrivano giardini fioriti e pane profumatissimo ,dolcezza e fatica di braccia forti e decise nel prodotto finito ancor indiviso da gustar tutti attorno col sorriso. Nella corposa ed intelligente presentazione del libro, c’è la felice sintesi dei passi che io pur non avendo letto prima, ritrovo con la matita rossoblu segnati in più pagine ( 19-21…).
Nel racconto della Chioccia fa capolino il sentimento della donna sempre vicina a sé stessa, ad una solitudine che ritroviamo più spesso nei righi dei capitoli e racconti successivi, sadness, silenzio, apatìa, amore lontano, la vita diversa da quella che ‘lei presagiva’, mentre il cuore pulsava di represse fantasie d’amore’. La vita prima aperta d’ un colpo si ripiega su se stessa tra le pieghe dell’anima …dove a nessuno è consentito di penetrare.Oserei dire a questo punto che un altro racconto sembra voglia chiarire tal significato d’amare e d’amore. The people, in senso lato, forse teme di cedersi all’altro per non condizionarsi e legarsi tanto, ovvero: non c’è , non si percepisce più, così forte come ieri, l’amore che ama se stesso nell’altro, ma il ‘trionfo dell’ANIMA che ama negli altri l’amore’. Il concetto sembrerebbe semplice ma è ben più complesso poiché ’i vantaggi e gli svantaggi di una vita a due inaridiscono qualsiasi desiderio di amare e di essere amata’.Forse è indispensabile parlar poco e per chi è ben sensibile, è sufficiente per men di un minuto guardarti negli occhi, profondamente sentimentali e sognanti, pienamente espressivi pur se pieni di nostalgia (oserei dir ,ma mi sbaglio,tagliati da un dolor antico,profondo di ricordi pesanti…),soavi,caserecci (come il pane e l’olio solarissimo) ,passionali, intelligenti, soavi , umili ,dolcissimi come quelli rimasti della bambina di ieri ieri…-
Proseguendo lentamente e con dolce fluidità la lettura, sentiamo vibrare la memoria, brillare forti i ricordi negli ‘Esami di ammissione’. Notevole e particolare è la descrizione della maestra, dall’animo dispotico ma ‘rispettata e stimata da tutti’’. La descrizione del viso e la gestualità disegnano quel carattere ‘balzano’, conferendole ancora ‘un’aria distinta, freddamente distinta,quasi nordica’’. La sua didattica e metodologia imperative, le pagine ed i verbi in disuso studiati a memoria, poco interessa l’apprendimento… C’è forse nei momenti particolari auxologici, una certa stizza e percezione di difficoltà dialogica e relazionale coi giovani, che sicuramente è stata ben corretta, per rendere più agevole, elastico, comprensibile, libero e spontaneo il dialogo per lo sviluppo non tanto e solo dei programmi (calati dall’alto) quanto per un agevole speaking to learn , cosicché ci sia lo spirito critico, costruttivo e partecipe, affinché si sviluppi il fanciullo.
Molto bella pur l’espressione ricca di significati ed attualissima : ‘la gente è incapace di dar briciole d’amore’.Prefazione che ti fa gustare il dessert, ovvero è un antipasto condito d’olio d’oro nelle le pietanze raccolte in piatti colmi di pomodorini: le ricette della nonna,sovrabbondante, rigida e dondolante…te la trovi sempre davanti. Quanta bontà! ‘Sapore d’infanzia’ si legge, certo, i nipotini osservano la nonna col ‘tuppo’ dei capelli col fazzolettone a fiorame, da sistemare all’alba… , poi la prima colazione coi panini in fila, il forno a cupola, il profumo del cotto pane e delle ciambelle…, ed i ragazzi ancor a ‘sbonconcellare’ pezzi di candida ricotta adagiata a fianco di morbida focaccia…! É in realtà un fiaba rivissuta a distanza con forte nostalgia,che porta ancor ricordi congiunti, relazioni e storielle su storie più intricanti…Nel racconto della Teresina, invece, si evince già un altro modo di descrivere la realtà, adesso più matura e consona ad esperienze di vita più tangibile ad incontrar non solo e non più gli spontanei e scroscianti sorrisi nelle camere. In Teresina, l’atmosfera è sempre lì, ricchissima di particolari e descrizioni di ogni angolo della stanza povera e lugubre che la ospita. C’è un ‘modus vivendi’ oserei dir selvaggio, nel quale la donna povera e ritardata, osava parlar pure con le stelle…e poi la più bella delle donne clown, appoggiata una sera ad un tronco di un albero col sogno infinito, mai realizzato! Voltando pagina rapidamente ci si rende conto che il tempo vola, scorre inesorabilmente… e gli aneddoti si colorano di tinte meno acquerellate. Appaiono quadri, figure, fantasmi benevoli dell’io narrante, con ombre più dominanti, tali sembrano in ‘’Cuori di sabbia’’, una storia sentimentale tra due innamorati che ’Non si lasciarono più e percorsero insieme un lungo tunnel in cui un amore malato aveva condotto entrambi’.
Cosa si può ancor aggiungere …? Se non il desidero totale di leggere con attenzione, tal intelligente, apparentemente semplice e coordinata analisi esistenziale, sentimentale, viva, crescente…, attuale e del tempo che fu, con cui il talento della scrittrice mostra la dolcezza e l’Amore dell’eterno presente della vita ?Bellissima, decisa e pur dolente, oserei dire, la riflessione dell’Amore che ricomincia ad ogni istante… ‘non cessa di esistere…può fare anche male…ma è lì! Nei racconti a seguire, significativo, dolcemente violento affiora sempre il sentimento, come vento fresco e fruscio nascosto…per la ricerca di un’ intesa decisa, possente in LUI…: ‘Desiderio di voli infiniti mi prende per afferrare le ali della tua anima’’. Roberto Lo Presti da Messina-- Messina,lì 16 gennaio 2012 -
"IL CORAGGIO CHE MAI HO AVUTO" di Scarabelli Antonietta e Scarabelli Silvia
http://ilcoraggiochemaihoavuto.blogspot.it/
Due sorelle che condividono l’amore per la lettura e il piacere di scrivere insieme. Manoscritti vissuti, amati e poi richiusi in un cassetto, come un tesoro da custodire.
Caratterialmente estroverse ma, ognuna con un bagaglio emotivo sufficiente ...a descrivere un romanzo che, ha permesso di far esplodere le loro emozioni interiori.
Questo romanzo nasce in un contesto insolito, per riempire i tempi morti del dolce e desiderato riposo.
Quando l’eccessivo relax diventa noia, ecco che la mente partorisce l’idea di raccontare una storia, così senza tante considerazioni, in base agli stati d’animo.
La fantasia di due persone che, a turno e quando lo decidono passano la parola all’altra narratrice che, disporrà di proseguire il racconto, aggiungendo nuovi personaggi, località, riflessioni e commenti.
E’ una storia d’amore ma non solo: di vita quotidiana, di colpi di scena, di famiglie in crisi e di scelte soggettive che, ancora oggi nella nostra società, fanno discutere!
TRAMA:PIERA E' UNA DONNA CHE VIVE SERENAMENTE ASSIEME A DAVID, SUO FIGLIO, E ANDREA, SUO FUTURO MARITO.TUTTO SEMBRA ANDARE PER IL MEGLIO FINO A QUANDO UN GIORNO, IMPROVVISAMENTE, DOPO DIECI LUNGHI ANNI, SI FA RISENTIRE IL SUO EX FIDANZATO, RESIDENTE A LONDRA.
L'UOMO, TANTO AMATO AI TEMPI DELLA GIOVINEZZA, MA CHE ABBANDONO' PIERA SENZA SPIEGAZIONI, IRROMPE, COME SE NIENTE FOSSE, NELL'EQUILIBRIO COSTRUITO CON TANTI ANNI DI FATICA. FINCHE'..............................
IMMAGINA di Yami Yume
http://www.facebook.com/immagina.yami
FANTASY
TRAMA
Feo è un ragazzo infelice. I suoi desideri si sono infranti uno dopo l’altro, i suoi ideali ed i suoi interessi sono incompatibili con quelli dei suoi coetanei e, nonostante possegga numerose qualità e doti, non riesce a trovare un’occupazione che lo soddisfi abbastanza.
Quando viene anche separato dalla ragazza che ama, si chiude definitivamente in sé stesso.
Incapace di uscire dalla condizione di infelicità in cui è sprofondato, in una piovosa notte invernale, desidera di non doversi svegliare mai più.
Scivola in uno stato di profondo torpore e quando riapre gli occhi percepisce che qualcosa attorno a lui è cambiato. La porta d’ingresso del suo appartamento è spalancata e fuori, sul pavimento, si apre una profonda voragine.
Dall’oscurità emerge uno strano vecchio che si presenta al giovane come Custode di Chiavi del passaggio che collega il mondo della veglia ad Immagina, la terra dei sogni. L’uomo si rivolge a lui come se lo conoscesse da sempre e gli offre la possibilità di cercare il senso della sua esistenza nel mondo dei sogni, perché lì c’è qualcosa di molto importante che ha dimenticato.
Ma non sarà un viaggio facile: le terre di Immagina non sono popolate soltanto da creature fantastiche e luoghi meravigliosi, ma anche dagli Incubi, entità spaventose che perseguitano gli abitanti ed i sognatori, seminando ovunque dolore e distruzione.
Senza offrirgli ulteriori spiegazioni sulla natura di ciò che deve cercare, l’uomo lo esorta a decidere in fretta se accettare o rifiutare l’offerta: il passaggio non può rimanere aperto per molto tempo.
Dopo qualche esitazione, Feo accetta.
Cosa troverà ad attenderlo dall'altra parte?
Immagina non è un romanzo fantasy come gli altri. Intreccia elementi classici del genere con venature horror e drammatiche, che si alternano in maniera equilibrata e con un ritmo incalzante mirato a tenere sempre acceso l’interesse del lettore senza stancarlo. Il tutto senza senza disdegnare momenti di riflessione e battute comiche.
L'apparente semplicità e linearità del linguaggio e della storia nasconde (ma neanche tanto, in fin dei conti) numerose simbologie e messaggi.
Tematiche già trattate in passato da altri autori sono qui rielaborate in una forma originale e mescolate con nuovi spunti forniti dall'immaginazione.
La storia non si limita a narrare vicende che si svolgono nella dimensione dei sogni e degli incubi, ma è essa stessa composta da ben 13 sogni ed incubi che l'autrice ha cucito insieme, ricostruendo attorno ad essi un background ed un filo logico che li tenesse insieme. Per queste sue caratteristiche particolari e per il modo in cui i personaggi interagiscono tra loro, è stata definita, da chi ha già avuto occasione di leggerla, molto vicina alla trama di un anime (ndr. cartone animato giapponese).
Tutto in Immagina è fuori dal comune, a cominciare dallo stesso protagonista.
Feo si discosta parecchio dallo stereotipo del ragazzo “belloccio e impossibile”, con l'aria misteriosa, affascinante e anche un po' “stronzo”, che passa da una donna all'altra ed ottiene sempre quello che vuole. Non è nemmeno un eroe forte ed intrepido che si lancia in battaglia per salvare la principessa di turno né un “prescelto” pronto a immolarsi per il bene dell'umanità. Al contrario, nonostante la sua bellezza ed il suo fascino, è una persona molto umile, un'anima insicura, indifesa e innocente: è lui il “principe” che ha bisogno di essere salvato da una bella guerriera. Rappresenta l'ultimo residuo di purezza che l'umanità sembra ormai abbia perso. Nonostante sia un personaggio così diverso da quelli che siamo abituati a leggere nei libri, al tempo stesso Feo incarna tutti i disagi vissuti dai giovani, soprattutto negli ultimi anni: chiunque, ragazzo o ragazza, può identificarsi in lui, ritrovarsi nelle stesse situazioni, nei suoi problemi a trovare un lavoro fisso, ad ottenere un'indipendenza economica e a sentirsi realizzato in una società sempre più complicata, indifferente e violenta, che distrugge ogni speranza per il futuro e spegne ogni entusiasmo per la vita. Attraverso di lui, assistiamo al tormento di chi cade in depressione e del lungo doloroso travaglio che un'anima deve affrontare per uscirne, soprattutto quando attorno a sé non riesce a trovare altro che miseria e sofferenza.
Così la realtà si mescola alla fantasia e ne nasce una combinazione che affascina e intrattiene fino all'ultimo rigo anche i non appassionati del genere.
Prezzo di Copertina 18€ (versione cartacea) - 3,49€ (Ebook)
Dati 400 p., illustrazioni bianco e nero, brossura
Prenotabile tramite l'E-Shop Sangel Edizioni (cartaceo) E-Shop Sangel Edizioni (ebook) BlogImmagina Booktrailer #1 Booktrailer #2
LA DAMA DI WARKA di MARIA LUCIA MARTINEZ
THRILLER
http://dilloazoe.blogspot.it/
La sparizione della Dama di Warka, un reperto archeologico di immenso valore trafugato dal museo di Bagdad, dà il via ad una caccia al ladro senza quartiere e ad una serie di delitti estremamente feroci che fanno capo ad un personaggio tanto misterioso quanto crudele, il quale rivendica il possesso della maschera. Interprete della vicenda, Luca Valenti, corrispondente dall’estero ed ex di Zoe Contini, alla quale il giornalista si rivolge per aiuto quando la ricerca si sposta in Italia. L’ingresso in scena del commissario Imbriani, nuovo amico di Zoe, e di una giovane americana dal fisico prorompente, che si mostra sfacciatamente attratta da Luca Valenti, complica ulteriormente le cose, giacché innesta un ridda di gelosie e ripensamenti che sembrano giocare a favore dell’assassino. Tra colpi di scena imprevedibili tuttavia, Imbriani porterà ugualmente a termine la sua indagine ma a quel punto...
SDG MISSIONE DI MORTE di MARIA LUCIA MARTINEZ
Una serie di atroci delitti programmati con cura da una mente perversa risvegliano incubi creduti sepolti… Le corde di un violino diventano strumento di morte, una morte annunciata dall’«Aria sulla quarta corda» di Bach. Tra le vittime di questa furia omicida, Sandra Fortis, critico musicale e amica di Zoe Contini, conduttrice radiofonica e detective per vocazione. Spinta da un desiderio di vendetta, Zoe si ritroverà fatalmente coinvolta nell’inquietante ricerca di una verità non facile da accettare neppure per lei. Riuscirà a contrastare i piani criminosi di una psiche ammalata?…
L’ULTIMA OFFENSIVA di GIOVANNI MELAPPIONI
GUERRA
http://www.talentonellastoria.com/Libreria/melappioni_ultima_offensiva.htm
L'Ultima Offensiva
NON DIMENTICARE DI ESSERE FELICE di MUSELLA MARGHERITA
GENERE: NARRATIVA AL FEMMINILE
http://www.ibs.it/code/9788860964274/musella-margherita/non-dimenticare-essere.html
Descrizione:/In questo romanzo le protagoniste sono tutte donne e ognuna si ritrova ad affrontare un dramma, più o meno grande, che segna irrimediabilmente la sua esistenza e ognuna di queste irriducibili amiche trova in sé la forza di non lasciarsi andare e di combattere le avversità. Una storia di amicizia e di solidarietà, ma soprattutto di grande coraggio, quello che ci vuole per non dimenticarsi mai di essere felici.E' un libro di donne che parla di donne, una sorta di galleria di personaggi femminili le cui storie si intrecciano le une alle altre sino a formare una sorta di coro, un’alternanza di voci ognuna delle quali ha una storia più o meno dolorosa da raccontare, tragedie, sogni mai realizzati o che non si sia mai osato cercare di realizzare, e questo dal personaggio femminile principale a tutte le altre, anche se non si può dire che esista un personaggio principale, perché ognuna delle donne qui dipinte dà un proprio contributo allo svolgersi delle vicende di tutte le altre. Molto bello è il senso di unione, di solidarietà in cui l’autrice crede proprio come modalità di vivere, di supportarsi, una sorta di uno per tutti e tutti per uno che aiuterà ognuna delle protagoniste a trovare il coraggio di iniziare la propria rivoluzione interiore e, di conseguenza, il cambiamento.Ricordati di essere felice è un libro di speranze, della ricerca di se stessi e della propria libertà; non è un libro in cui tutto questo venga cercato fuori dalle convenzioni, non è un libro di rottura, bensì la ricerca di un equilibrio con quel che già esiste.Gli uomini in questo romanzo fanno da contorno, tutti tranne uno, un adolescente che fa da sottofondo al romanzo, da collante tra le varie parti ed è il vero protagonista del romanzo. Sono storie complicate e difficili,storie di donne che soffrono,ma che non dimenticano che essere felici e' anche un dovere verso loro stesse e i loro cari.
Ci vuole poco... anzi niente! Di Margherita Musella
Genere: Narrativa ItalianaAutore: Musella MargheritaEditore: Kimerik
http://www.libreriauniversitaria.it/ci-vuole-poco-anzi-niente/libro/9788860962690
È una storia di sentimenti teneri e tenaci, romantica e avvincente, di amicizia fra tre donne: Marta, Caterina e Stella. Tre amiche immerse nell'avventura della vita. Marta, insegnante precaria e sposa di un marito in attesa di giudizio, Caterina, avvolta nella spirale del gioco d'azzardo e Stella che non riesce a ritrovare la propria fantasia letteraria e dare sfogo alla passione creativa per le parole, a causa di una recensione negativa che ha segnato la sua opera prima. Lucide e spiritose, complici e acute, queste eroine esprimono 'l'intelligenza dell'amore' delle donne; un sapere, una competenza, un pensiero e un impegno dei e sui sentimenti.
Informazioni: pg. 208 Codice EAN: 9788860962690
PAROLE LIBERE-CRONACHE DALLA GABBIA DORATA di L'Ale Sender
Trenta liriche che fanno esplodere sentimenti e stati d’animo palpitanti in un cuore deluso e illuso, che non conosce arresto nella continua e spasmodica ricerca di quell’Amore che si rivela solo come “assenza”.
Non si può parlare di puro esercizio letterario all’interno di un genere predefinito, ma di una comunicazione ad personam, il risultato di un’esperienza individuale che diviene parte di un rapporto sociale anche privato di cui solo la scrittura riesce ad essere tramite.
Alessandra Botta interroga se stessa, o meglio cerca in se stessa la compagna della propria consapevole, eretica, angosciosa”solitudine”, quasi che la ricerca di qualcuno più solo di lei non potesse avvenire che “dentro “ di lei. Il “silenzio” che circonda la sua poesia sembra essere”incolmabile” e assentire, dirsi quasi d’accordo, con la sua adorazione. E’ la sola risposta al mistero, il mistero della morte e della vita.
«Ma noi chi siamo e cosa possiamo? E noi vaghiamo davvero o per sogno?»
Dalla prefazione di Giovanna Patrizia Cammisuli
Alessandra Botta è nata a Gattinara il 30 aprile del 1988. Diplomata al Liceo Artistico “G. e Q. Sella di Biella, attualmente è studentessa del corso di laurea in Comunicazione Interculturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Parole Libere è la sua prima raccolta di poesie.
L'ORDINARIA CONSUETUDINE DEL CRIMINE di ANTONIO DEBER
http://www.montecovello.com/libro/ll/li56op8er8/l%E2%80 %99ordinaria+consuetudine+del+crimine
“Il destino a volte rincorre semplicemente se stesso come un refolo di polvere sollevata dal vento e gettata negli occhi”.
“Il destino a volte rincorre semplicemente se stesso come un refolo di polvere sollevata dal vento e gettata negli occhi”.
Diciotto anni dopo un tragico evento, una giovane donna rinviene la lettera che suo padre scrisse poche ore prima di essere ucciso. La busta, ancora sigillata e dimenticata nell’oblio di un cassetto, rivela un contenuto scabroso. La ragazza, suo malgrado, sente l’obbligo morale di svolgere alcune indagini, tanto da indurla a intraprendere un viaggio, nel tentativo di esaudire le inconsapevoli ma ultime volontà lasciate in eredità dal genitore. Le verità alle quali andrà incontro saranno piuttosto scomode e bizzarre. La sorte giocherà con lei un ruolo provvidenziale e nel contempo crudele.
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